Visualizzazione post con etichetta per ragazzi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta per ragazzi. Mostra tutti i post

Le mie letture: Alice Casanova e il segreto di Villa delle Rose, di Rebecca Mazzarella

Alice Casanova e il segreto di Villa delle Rose (Italian Edition)Alice Casanova e il segreto di Villa delle Rose di Rebecca Mazzarella
My rating: 3 of 5 stars

Quando mi è stato proposto di leggere questo romanzo per poi pubblicarne la recensione, inizialmente propendevo per il "no": già scottata troppe volte dal self publishing, in pieno blocco del lettore, con i canali social praticamente tutti fermi in attesa di non si sa bene quale ispirazione, non mi sentivo in grado di poter mantenere il mio impegno e non volevo approfittare di un'autrice che mi avrebbe inviato la copia del suo romanzo e avrebbe giustamente atteso la mia opinione in tempi ragionevoli. Però la trama mi ispirava così tanto! Libro per ragazzi, magie e incantesimi e una storia fantasy ambientata in Italia... sapete quando un libro vi chiama? Ecco, è proprio quello che mi è successo con Alice Casanova e il segreto di Villa delle Rose e ora che l'ho terminato posso dire di essermi davvero goduta ogni pagina di questa storia magica e avvicente.

Il romanzo è molto ispirato alla saga di Harry Potter, la cui influenza si distingue in modo abbastanza netto nella struttura del romanzo e in diversi personaggi, ma soprattutto l'autrice è secondo me riuscita ad ispirarsi alla Rowling per due elementi vicenti: innazitutto uno stile di scrittura fluido e accattivante che avvince e diverte e ti fa venire voglia di proseguire nella lettura senza mai staccarti dalle pagine. In secondo luogo il romanzo è ricco di dettagli con cui l'autrice ha arricchito il suo mondo, ponendo grande attenzione alla costruzione dell'ambientazione e non lesinando mai sui particolari, allo scopo di rendere più variopinto e reale quello che stiamo leggendo.

Un altro aspetto che ho apprezzato molto è stata la scelta di ambientare la storia in Italia invece di scegliere le solite, inflazionatissime Inghilterra o Stati Uniti, che sulla carta fanno anche figo, ma se non sono seguite da una profonda conoscenza dei luoghi possono solo portare al disastro annunciato. La vicenda si svolge quindi a Mirano, città natale dell'autrice, nella quale accanto alla gente comune vive una comunità di maghi e streghe di cui fa parte anche la protagonista, Alice, figlia di una delle famiglie più ricche del paese: i Casanova appunto.

Oltre ai maghi e alle streghe, per le strade di Mirano si muovono però anche altre creature, molto più inquietanti: di notte infatti nella cittadina scatta il coprifuoco e chi sbadatamente si ritrova a passeggiare dopo il calare del sole rischia di incontrare gli incubi, delle entità di vari gradi di malvagità che i non-maghi identificano come malviventi generici e in generale come tutto ciò che c'è di oscuro nelle nostre città. La gestione di queste creature e la loro convivenza con il popolo non magico è un aspetto della storia (forse l'unico in realtà) che ho trovato un po' fragile e che avrebbe credo meritato un approfondimento maggiore. Per il resto c'è davvero tutto: avventura, amicizie, pericoli, personaggi strampalati, bici volanti e un sacco di magia. 

Finalmente una bella storia, ben scritta, che va ad arricchire il panorama del self publishing italiano.

[Recensione] Greta e le altre. Un pianeta da salvare


Chi è Greta Thunberg? Ce lo racconta Fulvia Degl’Innocenti nel libro “Greta e le altre. Un pianeta da salvare” edito Settenove e in libreria dal 5 settembre. In questa biografia rivolta ai ragazzi la voce narrante è quella di Astrid, una giovane “giornalista in erba” che incuriosita dalla figura di Greta e dal suo attivismo decide di intervistarla per il blog della scuola e la avvicina durante i suoi scioperi davanti al Parlamento svedese. Con questo espediente l’autrice ci racconta la storia di Greta, figlia di una cantante lirica e di un attore, nipote nientemeno che di un Nobel per la chimica (Svante Arrhenius, che vinse il prestigioso premio nel 1903 evidenziando per primo il rapporto di causa/effetto tra combustione fossile e riscaldamento globale). 

La storia di Greta, la nascita del suo interesse per l’ambiente (che contrariamente alle aspettative no, non le è stato trasmesso dalla famiglia), la sua caparbietà nello scioperare, il suo coraggio nel tenere discorsi importanti di fronte agli uomini e alle donne più potenti del pianeta rappresenta lo spunto per citare altre ragazze che con le loro azioni hanno contribuito - o stanno contribuendo - a diffondere consapevolezza e a rendere migliore il nostro mondo. Grazie a questo libro ho ripassato la storia di Julia Hill (di cui avevo già parlato nella recensione di Julia e la Sequoia) e di Malala Yousafzai; scoperto le figure di Cullis Suzuki (se non la conoscete guardate il video del suo discorso al Summit per il Clima di Rio nel 1992. Riempie di amarezza pensare che oggi, nel 2019 abbiamo soltanto peggiorato la situazione), Alexandria Villasenor, Nadia Murad, Ariane Benedikter. Tutte ragazze giovanissime che hanno lottato e continuano a lottare ma che non possono farlo da sole.

Da quel primo giorno passato seduta di fronte al Parlamento, Greta ne ha fatta di strada: l’anno scorso ha tenuto un discorso alla Conferenza mondiale del Clima a Katowice, a lei si sono ispirate le marce e gli scioperi per il clima di “Friday for Future”. In questo momento, mentre io scrivo, sta manifestando a New York davanti alla sede ONU, che ha raggiunto attraversando l’Atlantico in barca a vela: nessuna difficoltà per una ragazzina (e uso questo termine con tutta l’ammirazione e il rispetto che provo per lei) che per raggiungere Katowice ha viaggiato da sola in treno per trenta ore dormendo in tenda nelle attese tra un treno e l’altro in luoghi dove le temperature scendevano anche a -15°. 

Sono sempre estremamente felice quanto ho la possibilità di dedicare spazio a libri che parlano ai ragazzi di temi attuali in modo chiaro, approfondito ma allo stesso tempo con un linguaggio e un'impostazione che li coinvolga. Credo che "Greta e le altre" rispetti pienamente queste caratteristiche e vi invito anche a consultare il sito della casa editrice Settenove: scoprirete un catalogo ricchissimo e con la chiara missione di affrontare i temi più caldi del nostro tempo, diffondere fin dall'infanzia l'educazione al rispetto e promuovere l'abbattimento degli stereotipi.

Avevo otto anni quando questa cosa di dover essere protetta dalle cose brutte ha cominciato a farmi arrabbiare. Io volevo sapere, capire.

Copia Pdf ricevuta per recensione


[Mini-Recensione] La piuma, di Giorgio Faletti

La piuma arrivò risalendo il vento. Nessuno si accorse di questo strano fenomeno, forse nemmeno il vento stesso, che per natura ha canne da piegare e foglie da girare sulle dita e stagni da stupire con gocce di pioggia che lasciano cerchi improvvisi e bolle sulla superficie immota dell’acqua. Tracciando il suo invisibile sanscrito nel cielo, la piuma sorvolò un villaggio popolato di uomini, che come tali prestavano attenzione solo a ciò che avveniva in terra, davanti ai loro occhi. Un fabbro batteva il ferro rovente di una lama chiedendosi se sarebbe stata una buona spada, un contadino seminava il suo campo chiedendosi se sarebbe stato un buon raccolto, le donne stavano al fiume a lavare i panni chiedendosi se sarebbero diventati bianchi e immacolati. Solo i bambini correvano senza nulla chiedersi, giocando e schiamazzando per le anguste vie del villaggio, fra le case di fango e paglia, inseguiti da cani festanti che, pur senza capire, si univano al gioco. Alcuni cavalli erano impastoiati davanti alla locanda dove cavalieri senza macchia e senza paura sostavano per stordirsi di vino, procurandosi macchie sulle vesti mentre cercavano di dimenticare la loro paura. Nessuno riuscì a vedere la piuma perché nessuno aveva tempo a sufficienza per alzare gli occhi al cielo e riuscire anche solo a guardarla.
(incipit)

Sono stata indecisa fino all'ultimo sul numero di stelline da assegnare a questo racconto che è stato anche più breve di quanto pensassi (e già immaginavo lo fosse). Alla fine ho assegnato le tre stelline perché la favola è poetica e scritta in modo suggestivo e sarebbe stato sbagliato darle un voto considerandola a livello di un romanzo: avrebbe perso in partenza.

Il racconto segue il percorso di una piuma, simbolo di purezza, che trasportata dal vento attraversa le finestre delle case e incontra così una serie di personaggi che rappresentano diverse caratteristiche negative dell'animo umano fino a trovare l'unico che la noterà e si meriterà di seguirla. La fiaba segue proprio lo stampo classico ed è scritta bene, a mio parere, piena di immagini che si rendono ben chiare agli occhi di un bambino e uno stile poetico. 

Trovo invece che il prezzo del volume (oltre 7 euro per l'ebook, 13 per il cartaceo) sia folle e sproporzionato, visto che per l'appunto, si tratta di una storia di poche pagine seppur con delle belle illustrazioni. Io comunque avendolo preso in biblioteca non ne ho risentito e mi sono goduta questa piccola favola in tutta la sua dolcezza e ho apprezzato il messaggio dietro al volo della piuma, il cui dono di libertà può essere goduto solo da chi non è troppo concentrato su se stesso per scoprirlo.


Voto: 6.5/10

💗 Questo libro fa per voi se... volete leggere una bella favola ai vostri bambini o amate particolarmente Faletti da voler leggere tutta la sua opera. Possibilmente prendetelo in biblioteca...

Recensione: "Miracolo in una notte d'inverno"

Finita una festa ci si avvicina ad un'altra, io però con la testa sono ancora in clima natalizio e passo le mie giornate a canticchiare canzoni di Natale... proprio non riesco ad arrendermi al fatto che ormai sia passato e bisognerà aspettare un altro anno! Anche qui sul blog ormai i post a tema natalizio sono praticamente esauriti ma c'è ancora una recensione da mostrarvi e che in un certo senso si adatta perfettamente alla nostalgia del Natale appena trascorso:

(Joulutarina )
di Marko Leino

Formato: Ebook, 268 pagine
Editore: Feltrinelli, 2012
Genere: Narrativa varia, Per ragazzi
Data prima pubblicazione: 2007
Lettura n.: 53/2015
Preso da: Kobo store


Voto: 7/10

Era una caldissima giornata di fine estate, il cielo era terso e le onde si muovevano pigre nel mare del Golfo di Botnia. Due bambini in costume, abbronzati dal sole, erano fermi sul ciglio della roccia, in piedi uno accanto all'altro, proprio nel punto in cui la scogliera si tuffava a capofitto nell'acqua verde e trasparente.
incipit
✎ Commento
Ho letto questo romanzo grazie al gdl organizzato dal blog Café Littéraire Da Muriomu ed è stata una bellissima esperienza, forse il gruppo di lettura più coinvolgente ed entusiasmante a cui abbia mai partecipato, tanto che non vedo l'ora di una nuova edizione.

Il libro racconta la storia di Nikolas, un bambino che vive nel paese di Korvajocki in Finlandia e che in una gelida notte d'inverno a soli cinque anni perde la mamma, il papà e la sorellina di pochi mesi. Già l'inizio basterebbe a far piangere tutte le lacrime del mondo ma non è finita qui perché da quel momento per Nikolas comincia una vita fatta di conquiste e di perdite, di amore e di dolore che lo porterà a diventare quel personaggio magico e mitico che noi conosciamo con il nome di Babbo Natale.

Le mie sensazioni verso questo romanzo sono state ambigue ma mi hanno portato a dividere il libro in due parti: per tutta la prima parte ho fatto davvero fatica a sentirmi coinvolta nella storia. Ho trovato una fortissima incongruenza tra il bambino Nikolas e i pensieri e le parole che gli sono state attribuite dall'autore e questo ha influenzato in maniera molto negativa la mia lettura perché la verosimiglianza è per me un aspetto fondamentale in un romanzo, è qualcosa che mi fa tralasciare tutto il resto: stile, caratterizzazione dei personaggi, trama... tutto va a monte nella mia lettura quando manca la verosimiglianza. In questo senso i ragionamenti di Nikolas - principalmente la sua razionalizzazione della morte della sua famiglia e del suo futuro, che a mio parere non è assolutamente credibile nella testa di un bambino di cinque anni nei termini in cui l'autore ce la presenta - mi hanno talmente infastidito da impedirmi di farmi coinvolgere dalla storia come avrei voluto e come è invece accaduto nella seconda parte, quando troviamo un Nikolas ormai adulto che conduce la sua vita solitaria tra la neve e i suoi giocattoli.

Sono costretta ad ammettere comunque che purtroppo il personaggio di Nikolas presentato in questo romanzo non mi è stato particolarmente simpatico, ho trovato che avesse per la maggior parte del tempo un atteggiamento piuttosto passivo nei confronti della vita - per quanto sicuramente comprensibile, visto tutte le perdite e i dolori che ha dovuto sopportare - mentre mi sono sempre immaginata il futuro Babbo Natale come una persona sicuramente buona ma anche più forte psicologicamente. In ogni caso quello che mi è piaciuto moltissimo del romanzo, e il motivo principale per cui ho deciso di dargli un sette, è l'umanità di questo personaggio, che raramente ci viene raccontata in modo così efficace nei vari romanzi/film che ne parlano: Babbo Natale è sempre il pacioccone rubicondo che non fa altro che ridacchiare con il suo "Oh-oh-oh", mentre in "Miracolo in una notte d'inverno" è un personaggio complesso, che ha paura, che sbaglia, che si fa quasi sconfiggere dalla solitudine, che è tentato di mollare tutto e di abbandonare per sempre questo mondo che sembra dargli solo dei dolori.

Altro aspetto che ho molto apprezzato è stato come l'autore ha integrato l'elemento magico nella storia: in Babbo Natale la magia c'è, perché come è possibile che quest'uomo viva per sempre, voli su una slitta trainata da renne e sia in grado di distribuire doni a tutti i bambini del mondo in una sola notte? Marko Leino non ha voluto strafare in questo aspetto: non ha né buttato lì eventi spettacolari, né al contrario cercato di razionalizzare tutto spiegando Babbo Natale escludendo la magia. E' riuscito per tutta la storia a disseminare piccoli eventi inspiegabili ed in modo molto discreto ci ha accompagnato verso la conclusione del suo romanzo che arriva in modo estremamente naturale e senza forzature.

♥ Questo libro fa per voi se... volete essere avvolti dallo spirito del Natale con una storia dolce ma molto triste che però mostra Babbo Natale sotto una luce diversa.


Periodo di lettura: 02 - 24 dicembre 2015
Ambientazione: Korvajoki/Finlandia
Opere derivate: Miracolo in una notte d'inverno (film 2007)

Recensione: "Il cimitero senza lapidi e altre storie nere"

(M is for Magic)
di Neil Gaiman

Formato: Paperback, 221 pagine
Editore: Mondadori, 2009
Genere: Racconti, per ragazzi
Data prima pubblicazione: 2007
Lettura n.: 40/2015
Preso da: Libreria


Voto: 7.5/10

C'era una strega sepolta al confine del cimitero, era un fatto risaputo. La signora Owens aveva detto praticamente da sempre a Bod di tenersi lontano da quell'angolo del mondo.
- Perché? - Le chiedeva lui.
- Non è salutare - rispondeva sempre la signora Owens. - C'è umidità in quella zona. E' praticamente una palude. Andresti incontro alla morte.
incipit "Il cimitero senza lapidi"
Commento
Mentre inizio a scrivere il commento su questo libro mi rendo conto di non ricordare praticamente nulla dei racconti narrati da Neil Gaiman ne "Il cimitero senza lapidi e altre storie nere". Non mi era mai capitato di avere, dopo così breve tempo (è passato solo un mese), un ricordo tanto sbiadito se non inesistente di un libro, specialmente quando l'autore è lui, Neil, uno dei miei preferiti! L'unica storia che ricordo bene è la prima, ma solo perché ho già letto il romanzo "Il figlio del cimitero" a cui è collegata, il resto nulla. Vuoto totale. L'unica spiegazione che riesco a darmi è di essere stata talmente stanca quando ho cominciato a leggerlo, nella mia prima settimana di ferie, da non avere avuto nemmeno la forza mentale per fare attenzione a quello che leggevo.

Sfogliando il volume, in realtà, mi sono tornate in mente un po' di cose. Ad esempio che il racconto che ho trovato in assoluto più bizzarro e simpatico è stato "La cavalleria", in cui una vecchia signora trova il Sacro Graal al mercato delle pulci, se lo porta a casa, lo mette sul camino e poco dopo alla sua porta bussa niente meno che un cavaliere templare che cerca di convincerla a consegnarglielo portandole in cambio dei doni meravigliosi. Oppure che quello più malinconico è stato "Il ponte del troll", racconto in cui un bambino (e poi ragazzo, e poi uomo) incontra sotto un ponte misterioso un Troll che vuole mangiargli l'anima, ma riesce a convincerlo a rimandare, ogni volta, promettendogli di tornare una volta vissuta la sua vita, in modo da essere più gustoso. Oppure ancora che c'è una bella lotta nell'assegnare il premio del 'ma come diamine gli è venuto in mente?' tra "Avis Soleus" e "Il caso dei ventiquattro merli": il primo non è possibile raccontarlo senza sminuirne l'assurdità e il secondo narra l'indagine sul delitto di Humpty Dumpty (proprio lui, l'uovo seduto sul muro, quello di "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò" di Lewis Carrol).

Insomma, il "tocco" magico c'è sempre, ogni storia ne è impregnata, e lo stile di Neil è inconfondibile nel mescolare inquietudine, malinconia, simpatia, assurdità e ironia; E alla fine vabè, magari il libro non me lo ricordo nei dettagli, ma Gaiman resta un genio.


Lettura: 09 - 10 agosto 2015
Ambientazione: Mille e nessuna

Gala Cox. Il mistero dei viaggi nel tempo

di Raffaella Fenoglio

Formato: Hardcover, 496 pagine
Editore: Fanucci, 2014
Genere: Romanzo, Fantascienza
Lettura n.: 22/2015
Preso da: Regalo
Inizio lettura: 21 febbraio 2015
Fine lettura: 25 febbraio 2015
Ambientazione: Londra/Inghilterra, Italia
Pubblicato: 2014
Links: aNobii, Goodreads

Voto: 6.5/10

Lanciai il libro di Storia nell’armadio. Cadde dal ripiano e s’infilò nello scatolone dei vecchi libri appoggiato sul fondo. Quella scatola era lì da mesi. Non ci avevo più fatto caso. Mi chinai per recuperarlo e scorsi il verde pallido del diario dell’anno precedente. Il cuore mi si fermò per un attimo. Lo avevo comprato quando amavo la scuola. Era l’estate di due anni prima.
incipit
Commento
Gala Cox. Il mistero dei viaggi nel tempo è un romanzo YA che racconta la storia di Gala Cox Glaucestershire, una ragazza di quindici anni che vive in una famiglia a dir poco particolare: sua madre Orietta è una medium che vive circondata dai fantasmi da lei evocati, mentre suo padre Sam uno scienziato. Le sue giornate trascorrono tra il liceo artistico in cui studia e la sua casa affollata di spiriti che contano tra le loro fila "presenze" stabili come l'indiano Matunaaga e la monaca Ildegarda di Bingen. Quando improvvisamente suo padre sparisce nel nulla, Gala scopre la possibilità di accedere al passato e viene catapultata nella Londra del 1800 dove dovrà aiutare una vecchia amica e scoprire dove sia finito suo padre, minacciata anche dal pericolo rappresentato da un misterioso e feroce assassino che si aggira di notte per le strade della città.

Innanzitutto ringrazio moltissimo l'autrice per avermi inviato il suo romanzo: non mi capita spesso di recensire libri ricevuti da case editrici e autori, anche perché io per prima non vado a cercare questo genere di collaborazioni, ma quando capita spontaneamente sono sempre estremamente contenta di accettare. Voglio quindi cercare di essere il più possibile dettagliata nel motivare tutte le mie impressioni, sia positive che negative.

La storia narrata nel romanzo è davvero originale e appassionante; talmente appassionante che ho divorato in quattro giorni un volume di quasi 500 pagine scritte con un carattere nemmeno troppo grande. La fantasia e la creatività dell’autrice sono davvero notevoli e accadono talmente tanti eventi che annoiarsi è impossibile. In più, ogni capitolo è ricco di spunti affascinanti tra personaggi, creature ed eventi soprannaturali, riferimenti letterari ed elementi storici. Il rovescio della medaglia è rappresentato dal fatto che, per solo libro, credo sia stata messa un po' troppa carne al fuoco, il che non ha permesso di approfondire molte tematiche come invece avrebbero meritato. Durante la lettura si sono infatti alternati momenti di entusiasmo alle stelle a fasi calanti: vi sono episodi davvero ben strutturati (mi riferisco in particolare alle parti legate alle indagini sulla scomparsa del padre di Gala e sul misterioso e cattivissimo Black Coat, un personaggio inquietante, un misto tra Jack lo Squartatore e Mr Hyde) che si trovano ad essere incorniciati all'interno di un contesto non pienamente sviluppato a dispetto delle immense opportunità offerte dalla "formula" del viaggio nel tempo: la Londra vittoriana che fa da sfondo a buona parte del romanzo è solo accennata nelle sue caratteristiche più generali e di semplice reperibilità (i vestiti, le carrozze, il freddo), mentre credo che il bello di una storia ambientata nel passato sia proprio la possibilità di ricostruire nei dettagli un'epoca storica e mostrarla attraverso gli occhi di un personaggio proveniente da un periodo totalmente diverso.

Ciò di cui ho sentito maggiormente la mancanza nel romanzo è proprio l'attenzione al dettaglio: il meccanismo del viaggio nel tempo (e del "ripescaggio"), il mondo degli usqued, la Londra dell'ottocento, la vicenda familiare di Gala e la vecchia scuola da lei frequentata, la vicenda di Nadia sono tutti ingredienti molto interessanti che però sono stati introdotti senza essere approfonditi. Le ultime pagine poi lanciano un super colpo di scena che secondo me si è sprecato e non ha ricevuto la giusta evidenza essendo un po'"buttato lì" come conclusione dei mille altri eventi che si erano succeduti.

I personaggi mi sono piaciuti molto nella loro strutturazione generale. Anche in questo caso torna il difetto della mancanza di spazio lasciato ad alcuni, ma mi è piaciuta la loro caratterizzazione e il fatto che "parlino da sé", ovvero si mostrino attraverso le loro azioni e i loro comportamenti (odio quando il carattere e la personalità dei personaggi viene solo descritto a parole e non mostrato). Ho apprezzato molto anche il tentativo di caratterizzare alcuni di loro tramite il modo di parlare, aspetto che per alcuni si è rivelato vincente, mentre per altri purtroppo no: la decisione di riportare graficamente la caratteristica di Dennis di allungare le parole ripetendo più volte le vocali è stata infelice e abbastanza fastidiosa. Avrei apprezzato molto di più se questa sua caratteristica fosse stata descritta a parole. Al contrario, il particolare modo di parlare di Matunaaga è stato reso in modo molto più efficace. Al di là di queste scelte comunque lo stile di scrittura è molto scorrevole e nel complesso abbastanza curato (ogni tanto ci sono un po' troppe espressioni colloquiali, tipo "un cavolo" e "un tubo" al posto di nulla o niente, ma per il resto non mi è dispiaciuto).

Spero in questo mio commento di non essere sembrata insoddisfatta della lettura; è vero, ogni tanto ho incontrato dei passaggi o delle espressioni che mi hanno fatto calare un po' l'entusiasmo per poi però essere di nuovo catturata nella frenesia delle avventure di Gala e dei suoi amici (e nemici). Mi rendo anche conto che senza dubbio i miei commenti sono frutto di un certo tipo di "esigenze" che ho sviluppato nei confronti dei libri che leggo: dopo aver letto Timeline di Michael Chricton, ad esempio, non posso non farne un termine di paragone quando si parla di romanzi sui viaggi nel tempo. Per restare nella narrativa per ragazzi, l'ultimo romanzo scritto da un'autrice contemporanea ma ambientato nel passato che ho letto è stato L'indimenticabile estate di Abilene Tucker di Claire Vanderpool, in cui la ricostruzione storica (primi del '900) è talmente accurata che mi sono resa conto solo a metà libro che si trattava di un'opera pubblicata nel 2014. Senza citare l'immancabile Harry Potter, che ritengo essere il più recente esempio di cosa significhi "costruire un mondo".

In conclusione posso comunque affermare di essere estremamente curiosa di leggere il prossimo episodio delle avventure di Gala sperando che anche questo mio parere possa essere utile all'autrice come incoraggiamento per proseguire questa affascinante storia.

Doll Bones: La bambola di ossa

(Doll Bones)
di Holly Black

Formato: Hardcover, 228 pagine
Editore: Mondadori, 2014
Genere: Romanzo, Poliziesco
Lettura n.: 15/2015
Preso da: Biblioteca
Inizio lettura: 29 gennaio 2015
Fine lettura: 02 febbraio 2015
Ambientazione: USA
Pubblicato: 2013
Links: aNobii, Goodreads
Voto: 7.5/10
Poppy sistemò una delle sirene davanti al tratto d’asfalto che rappresentava il Mar Nerissimo. Erano vecchie – comprate ad un mercatino di beneficenza -, con la testa grossa e lucida, le code di vari colori e i capelli crespi. Zachary Barlow riusciva quasi ad immaginare le pinne che sbattevano, mentre le sirene attendevano che la nave si avvicinasse, gli sciocchi sorrisi di plastica che mascheravano le loro letali intenzioni.
incipit
Commento
Mi aspettavo una storia diversa, tutto per colpa (come sempre) dei paragoni sulle copertine: creano delle aspettative che poi non corrispondono alla realtà. Al paragone con Stephen King non avevo creduto fin da subito, a quello con Neil Gaiman parzialmente si perché mi aspettavo una storia surreale, ambientata magari in un mondo fantastico o parallelo al nostro. Mi ero fatta un sacco di film, insomma.

Ho trovato Doll Bones un bel romanzo per ragazzi che inserisce un evento misterioso ed inquietante (la bambola e le sue apparizioni nei sogni dei bambini) all'interno di un'avventura reale e verosimile: è facile immedesimarsi in Poppy, Alice e Zach e capire i loro dubbi e le loro paure quando decidono di scappare da casa per andare alla ricerca del cimitero in cui seppellire la bambola. Credo che sia di maggior effetto, a livello di coinvolgimento, rispetto ad una storia ambientata in un altro mondo, che ogni bambino sa perfettamente che non visiterà mai. In questo caso il mondo è il nostro e i tre bambini intraprendono un viaggio in cui potenzialmente qualsiasi bambino potrebbe avventurarsi: non servono maghi, incantesimi o altro, basta il coraggio di uscire di casa e trovare un paio di amici disposti ad accompagnarti.
Anche i problemi dei bambini, (Zach con un padre troppo distante e che non sa come comunicare con lui, Alice con una nonna iperprotettiva che non le lascia mai fare nulla) il loro gioco con i pupazzi che entra a far parte della vita reale e le loro dinamiche in un'età che rappresenta il passaggio dall'infanzia all'adolescenza, sono tutti elementi che creano identificazione (io mi ci sono ritrovata moltissimo ripensando a com'ero quando avevo la stessa età ed ero in conflitto con me stessa tra la voglia di crescere e di condividere i nuovi interessi con le mie coetanee - i ragazzi, i gruppi musicali, i trucchi, i vestiti, ecc. - e il desiderio di poter prolungare l'infanzia, giocando in segreto con le Barbie quando ero sola in casa) e lo rendono una lettura appassionante.

Sfide: Alfabetitolo, Mini-recensioni, Sfida degli USA, Sfida extralarge

Il prodigio del buio

di Miriam Dubini

Serie: Leila Blue, #6
Formato: Hardcover, 152 pagine
Editore: Mondadori, 2012
Genere: Romanzo, Fantasy
Lettura n.: 13/2015
Preso da: Biblioteca
Inizio lettura: 28 gennaio 2015
Fine lettura: 29 gennaio 2015
Ambientazione: Londra (Inghilterra)
Pubblicato: 2012
Links: aNobii, Goodreads
Voto: 6/10
La Bianchissima passò una mano sul grande libro di magia e un lucchetto di ghiaccio ne sigillò le pagine, imprigionando tutti gli incantesimi del mondo nel gelo di un silenzio senza fine.
incipit
Commento
Eh no, eh no, eh no! Il finale aperto dopo una saga di sei libri no, non esiste, è una presa per il naso (per non dire di peggio)! Qui le cose sono due: o è prevista una seconda saga (questa è ufficialmente terminata), oppure davvero no!!!! Oltretutto la cosa peggiore è che viene lasciata aperta la trama principale, oltre a quelle secondarie tra cui principalmente la soluzione alla situazione di stallo tra due personaggi che dovrebbero rincontrarsi dopo tanti anni.
Non me lo sarei mai aspettato, davvero, e per questo spero proprio che ci sia in qualche modo un seguito, perché non può restare tutto così in sospeso.
La cosa peggiore è che anche questo libro, nonostante la semplicità, mi ha appassionata; ero curiosa di sapere come si sarebbe conclusa la storia e invece sono arrivata all'ultima pagina e mi sono fermata incredula chiedendomi: "Ma è finito davvero??". Eh si, è finito davvero.

Sfide: Mini Recensioni, Sfida Extralarge

Un granello di magia

di Miriam Dubini

Serie: Leila Blue, #5
Formato: Hardcover, 160 pagine
Editore: Mondadori, 2012
Genere: Romanzo, Fantasy
Lettura n.: 12/2015
Preso da: Biblioteca
Inizio lettura: 28 gennaio 2015
Fine lettura: 28 gennaio 2015
Ambientazione: Londra (Inghilterra)
Pubblicato: 2012
Links: aNobii, Goodreads
Voto: 7/10
La Bianchissima appoggiò l'indice candido sulla roccia nera del suo nuovo nascondiglio sotterraneo e la pietra tremò. Non c'erano entrate o uscite laggiù, soltanto una fessura che si nascondeva perfettamente tra le dune di uno sconfinato deserto.
incipit
Commento
Ormai siamo agli sgoccioli e questa è forse l'avventura di Leila che più mi è piaciuta, principalmente per i personaggi coinvolti che accompagnano la streghetta nel viaggio per liberare le Sorelle dell'Eterno Disordine dalle grinfie della Bianchissima.
Ormai si è creata una certa confidenza con i personaggi e trovo che le relazioni tra loro siano davvero ben strutturate: in particolare il cigno Brosius e il gatto Merlino sono troppo simpatici, specialmente quando si stuzzicano a vicenda.
La semplicità della trama rimane quella a cui l'autrice ci ha abituato, purtroppo, e lo dico perché credo che con la sua capacità di scrivere per i bambini (e ne ha tanta) si sia un po' sprecata. Per quanto mi riguarda questi romanzi avrebbero tranquillamente potuto portarsi a casa la quarta stellina aNobiana se la trama fosse stata meno superficiale.

Sfide: Mini Recensioni, Sfida Extralarge

Le libellule adamantine

di Miriam Dubini

Serie: Leila Blue, #4
Formato: Hardcover, 168 pagine
Editore: Mondadori, 2011
Genere: Romanzo, Fantasy
Lettura n.: 11/2015
Preso da: Biblioteca
Inizio lettura: 27 gennaio 2015
Fine lettura: 28 gennaio 2015
Ambientazione: Londra (Inghilterra)
Pubblicato: 2010
Links: aNobii, Goodreads
Voto: 7/10
"Cara Leila, come stai? Come stanno la nonna e le altre? Ringrazia Erminia per la ricetta dei fiori di zucca, li ho cucinati ieri per la prima volta e hanno avuto un gran successo; solo il Nero si è lamentato: dice che quelli che fa tua nonna sono più buoni, che bestia brontolona... ha fatto un sacco di storie ma, alla fine, se li è mangiati tutti!"
incipit
Commento
Comincia la grande avventura! Leila e le Sorelle dell'Eterno Disordine, con l'aiuto di Florian, devono cacciarsi nella tana del loro più acerrimo nemico: la Bianchissima, l'imperatrice delle streghe, per liberare una persona che giace lì imprigionata da molti anni.
Gli incantesimi che si trovano in questo libro sono molto, molto simili a quelli di Harry Potter (penso, ad esempio, all'unico modo per sconfiggere un essere che si trasforma nella propria peggiore paura - in HP un molliccio, qui un incantesimo -, ovvero una risata. Qui c'è qualcosa di estremamente simile). Non amo quando trovo queste cose, c'è però anche da dire che la Rowling ha messo nei suoi romanzi talmente tanti dettagli che temo sia rimasto poco da inventare.

Anche dopo questa avventura la "squadra" di Leila si arricchisce di nuovi alleati, primo tra tutti il personaggio liberato dalla torre della Bianchissima che aggiungerà un elemento alle Sorelle dell'Eterno Disordine.
Per la prima volta Leila stava guardando la sua casa. Non uno spazio dove si dorme e si mangia, non un luogo pieno di cose che abbiamo comprato o di quadri che abbiamo appeso, ma un posto dove c'è qualcuno che divide quel posto con te. E che moltiplica la vita. Come una mamma con la sua pancia. E pensò che in una casa c'è sempre qualcuno che non vede l'ora di vederti, a cui sei mancato da morire e che ha aspettato il tuo arrivo fino a quel momento, e ora che tu sei arrivato, proprio tu con quei capelli arruffati e tutto quel disordine che ti porti sempre appresso, ha solo voglia di stringerti forte per dirti: "Bentornata mia streghetta".
Sfide: Alfabetitolo, Mini Recensioni, Sfida Extralarge

Il sortilegio clorofilla

di Miriam Dubini

Serie: Leila Blue, #3
Formato: Hardcover, 166 pagine
Editore: Mondadori, 2011
Genere: Romanzo, Fantasy
Lettura n.: 10/2015
Preso da: Biblioteca
Inizio lettura: 26 gennaio 2015
Fine lettura: 27 gennaio 2015
Ambientazione: Londra (Inghilterra)
Pubblicato: 2010
Links: aNobii, Goodreads
Voto: 7/10
Il mattino stava per sorgere sul cielo di Londra e nuvole cariche di pioggia affollavano l'orizzonte come un brutto presentimento. Nei sotterranei del Primrose, invece, splendeva una luce gioiosa, quella del fuoco che scoppiettava sotto il leggendario calderone d'oro di zia Franky. Era stata una lunga notte in cui nessuno aveva dormito neanche un po', ma per fortuna Frankiska conosceva un'antica ricetta per regalare a tutti un riposo breve ma rigenerante.
incipit
Commento
Terza avventura di Leila Blue: credo che leggere tutti i volumi uno di seguito all'altro sia stata una buona idea, almeno non perdo il filo che, tra un libro e l'altro, è davvero molto stretto: infatti la storia contenuta in ciascuno inizia a poche ore di distanza dalla conclusione della precedente.

Questo terzo volume è incentrato sul perdono, poiché Leila deve trovare dentro di se la forza di liberare una strega molto cattiva (non rivelerò chi) da un incantesimo che l'ha trasformata in albero. Dico "deve" perché per Leila questa è la prima missione, e ogni strega deve sempre cercare di portare a termine le missioni che le vengono assegnate. Così incontrerà sulla sua strada nuovi personaggi (un gigante e due lupi) che la aiuteranno e si guadagnerà anche una nuova alleata nella sua battaglia contro le streghe cattive.
Infine verrà svelato un ultimo grande segreto che condizionerà i tre libri successivi (e quindi non so davvero come farò a non fare spoiler). E' inutile che mi dilunghi ancora sul commento globale di questo libro perché è identico a quello scritto per i due libri precedenti; dico solo che secondo me potrebbe venirci fuori un cartone animato perfetto.

Sfide: Mini Recensioni, Sfida infinita

La musica della luna

di Miriam Dubini

Serie: Leila Blue, #2
Formato: Hardcover, 189pagine
Editore: Mondadori, 2010
Genere: Romanzo, Fantasy
Lettura n.: 06/2015
Preso da: La mia libreria
Inizio lettura: 26 gennaio 2015
Fine lettura: 26 gennaio 2015
Ambientazione: Londra (Inghilterra)
Pubblicato: 2010
Links: aNobii, Goodreads
recensione 2010
Voto: 7/10
Non appena la Bianchissima finì di pronunciare l'incanto, lo Sfolgorante Battaglione Aereo emerse barcollando da un nugolo di fiocchi di neve.
incipit
Commento
Il secondo romanzo di Leila Blue si riprende molto rispetto al precedente; sarà che ormai abbiamo capito con chi abbiamo a che fare e siamo entrati meglio nella storia ma mi è piaciuto molto di più.
In questa seconda avventura Leila conosce una nuova amica, Astra, una ragazzina bionda ed elegante che desidera diventare una cantante famosa come il suo idolo Joyce Q., e scopre il significato della vera amicizia, quella che dà senza prendere nulla in cambio. In più scopre finalmente il suo potere speciale (che non rivelerò ma è quello che ho sempre sognato di avere anch'io!).
La trovata conclusiva è davvero interessante e sono curiosa di sapere cosa accadrà nel prossimo episodio.

La trama rimane sempre molto semplice e mantiene la sua caratteristica velocità (rispetto al primo libro ci sono pochi mesi di distanza, anche qui accade di tutto in un arco temporale estremamente limitato); Leila acquisisce i suoi poteri e migliora nel suo apprendistato da streghetta ad una velocità davvero supersonica che non è molto credibile (sarebbe bastato piazzare un "passarono i mesi" da qualche parte, senza per forza allungare la storia che magari sarebbe diventata meno avvincente) però tutto sommato ci sono altri aspetti che vanno a compensare questa "mancanza" come ad esempio lo stile di scrittura, che si conferma davvero curato.

Sfide: Io leggo italiano, Mini Recensioni, Sfida dei generi letterari, Sfida extralarge, Sfida grammaticale, Sfida infinita, Sfida tutti diversi

L'incanto della prima strega

di Miriam Dubini

Serie: Leila Blue, #1
Formato: Hardcover, 156 pagine
Editore: Mondadori, 2010
Genere: Romanzo, Fantasy
Lettura n.: 04/2015
Preso da: La mia libreria
Inizio lettura: 25 gennaio 2015
Fine lettura: 26 gennaio 2015
Ambientazione: Londra (Inghilterra)
Pubblicato: 2010
Links: aNobii, Goodreads
recensione 2010
Voto: 6/10
"Questo mese quattordici streghe!" esordì il cigno di punta volando a testa alta sopra il Circolo Polare Artico.
"Oh, Mister Flannaghan, davvero un netto miglioramento! Il mese scorso, a febbraio, erano solo cinque..." commentò Madame Prin.
"Alle streghe non piace nascere d'inverno, Madame" spiegò Mister Flannaghan. "Soffrono il freddo. Per questo si riuniscono sempre intorno ai calderoni".
incipit
Commento
Ho riletto questo romanzo visto che mi sono finalmente decisa a terminare la saga prendendo in prestito in biblioteca i volumi che ancora mi mancano.

Il primo libro della serie ci porta a Londra dove la nostra protagonista Leila abita con il suo papà e le Sorelle dell'Eterno Disordine: Nonna Erminia, Zia Franziska e Elena, tre streghe in incognito che dirigono un salone di bellezza, il Primrose House of Beauty. In breve tempo Leila scopre di essere una strega e per di più la prima Senza Scheggia, ovvero l'unica strega nata senza la scheggia di ghiaccio nel cuore; sua mamma infatti è stata la prima Strega Buona, che ha sciolto le schegge nel cuore delle tre Sorelle dell'Eterno Disordine ed è stata poi uccisa, alla nascita di Leila, dalla perfida regina delle streghe: Sua Mistica Maestà. L'atmosfera del romanzo è molto allegra e colorata (si, non ho usato la parola a sproposito, è proprio colorata): per farsi un'idea basta guardare le copertine che riflettono perfettamente il contenuto dei libri.

Credo di aver capito cosa alla prima lettura non mi aveva convinto di questo romanzo: è un po' troppo striminzito, compresso, troppo veloce. Il primo libro di una saga è quello in cui dobbiamo conoscere bene i personaggi, abituarci al mondo in cui veniamo catapultati, e invece questo libro è troppo sfuggente. Tutto accade troppo in fretta: abbiamo una bambina che improvvisamente scopre di essere una strega; sarebbe stata l'occasione per tante belle mini avventure inserite nella trama principale e invece tutto inizia e termina in un battibaleno con il primo scontro con la cattiva. Non lo so... è vero che è un libro per bambini, però viene segnalato dagli 8 anni in su e secondo me a otto anni, quando si legge una storia si inizia a provare il piacere di restarci invischiati. Questo non vuol dire che tutti i libri per quell'età debbano essere dei mattoni di quattrocento pagine, assolutamente, però con un carattere tipografico un po' più piccolo e un centinaio di pagine aggiuntive sarebbe stato meglio.

D'altro canto non si può non rendere il giusto merito allo stile dell'autrice, che scrive proprio bene e utilizza parole stimolanti evitando di appiattire il linguaggio solo perché "è per bambini". Inoltre l'idea di inserire al centro del libro alcune pagine plastificate che riportano parti del Codex Magicorum delle Sorelle dell'Eterno Disordine, con spiegazioni sugli incantesimi, ricette per le pozioni, istruzioni per costruire gli amuleti o i talismani di cui si parla nella storia è molto bella perché rende la lettura ancora più interattiva e stimola la fantasia e la creatività delle lettrici facendole sentire ancora più streghette. Aggiungiamo i bellissimi disegni che accompagnano il testo (adoro i capelli arruffati di Leila) e l'incanto di Leila Blue è pronto.

Sfide: Io leggo italiano, Mini Recensioni, Sfida dei generi letterari, Sfida extralarge, Sfida grammaticale, Sfida infinita, Sfida tutti diversi

The Fairies' Shoemaker and other stories

sfide: torniamo ragazzi, infinita, letture in lingua, fantasyosa

Autore: Enid Blyton
Anno di pubblicazione: 1987
Editore: Award Publications
Pagine: 192

Iniziato il: 24 marzo 2012
Terminato il: 8 aprile 2012
Valutazione:★★★
Once upon a time there lived a naughty little pixie called Pinkity. He was always in mischief and teased every one he met.
(incipit della storia "Pinkity's Pranks)
Trama
Il libro è una raccolta di racconti fantasiosi sul mondo delle fate, dei folletti e degli gnomi.

Commento
Tutte fiabe abbastanza classiche e che generalmente terminano con una morale, proprio per questo le ho trovate molto carine ma mano originali rispetto a quelle contenute in "The Faraway Tree". Quella che più mi è piaciuta è stata l'ultima e anche quella che dà il titolo alla raccolta, ovvero "The Fairies' Shoemaker", che racconta la storia di una bambina che un giorno, durante una passeggiata nel bosco, si trova un chiodo conficcato nella scarpina. Poco lontano, c'è un calzolaio molto particolare: quell'omino minuscolo è infatti il calzolaio delle fate, che aggiusta in un batter d'occhio la scarpetta della bimba, la quale in cambio gli regala l'ombrellino della sua bambola per permettergli di ripararsi dal sole.

Scambio con l'inglese

sfide: torniamo ragazzi, infinita, salva-comodino

Titolo originale: Das Austauschkind
Autore: Christine Nöstlinger
Anno di pubblicazione: 2001
Editore: Piemme
Pagine: 186

Iniziato il: 16 febbraio 2012
Terminato il: 16 febbraio 2012
Valutazione:★★★★
Mi chiamo Edward Mittermeier e all'inizio di questa storia ho tredici anni e una settimana. Alla fine della storia avrò tredici anni e sette settimane.
(incipit)


Trama
Ewald ha dodici anni e vive a Vienna. Si tratta del classico ragazzino ben educato, un po’ timido e timoroso di contrariare i genitori. La sorella Sybille, di quindici anni, invece, è più intraprendente, ribelle, estroversa e autonoma. Un giorno i genitori decidono di ospitare in casa per sei settimane un ragazzino inglese, per consentire al figlio di migliorare la propria pronuncia. Anziché il previsto Tom arriva però il fratello Jasper che, nel giro di pochi minuti, rivoluziona radicalmente la vita familiare.

Commento
Mi ero completamente dimenticata di avere in coda il commento su questo libro, che vergogna. Oltretutto non è nemmeno una lettura particolarmente impegnativa anche se, come tutti i libri della Nöstlinger, può rappresentare uno spunto di riflessione importante sulle tematiche pedagogiche. In particolare in Scambio con l'inglese ci viene raccontata la storia di una famiglia austriaca che decide di ospitare un ragazzo inglese per aiutare il figlio minore a migliorare la lingua; inaspettatamente, però, all'aeroporto non si presenta Tom, il ragazzo che aspettavano, bensì suo fratello, il problematico Jasper. Il ragazzo è completamente allo sbando, sporca la sua camera in modo indecente, non mangia insieme alla famiglia ma ruba di notte il cibo dal frigorifero, non spiccica una parola e puzza come un caprone. L'unica che sembra riuscire ad instaurare un rapporto con Jasper è Sybille, la sorella maggiore di Ewald, che aiuta la sua famiglia a comprendere il disagio di Jasper e ad aiutarlo. I temi della Nöstlinger sono sempre molto delicati ma la sua abilità sta proprio nel riuscire a raccontarli in modo semplice e naturale; mi rendo conto di quanto sia difficile affrontare certe situazioni, soprattutto in un'età difficile come quella dell'adolescenza.
In momenti del genere provo sempre una grande compassione per la mamma. Quando una persona che ti è così vicina è così totalmente incapace di capire le cose, ti senti davvero intenerire!

Il Palazzo della Mezzanotte

sfide: a tema, mistero, incrociata

Titolo originale: El Palacio de la Medianoche
Autore: Carlos Ruiz Zafon
Anno di pubblicazione: 2010
Editore: Mondadori
Pagine: 312

Iniziato il: 9 novembre 2011
Terminato il: 10 novembre 2011
Valutazione: ★★★ e mezzo
Non potrò mai dimenticare la notte in cui nevicò su Calcutta. Il calendario dell’orfanotrofio di St Patrick’s sgranava gli ultimi giorni di maggio del 1932 e si lasciava alle spalle uno dei mesi più caldi che la storia delle città dei palazzi ricordasse.
Giorno dopo giorno, aspettavamo con tristezza e timore l’arrivo di quell’estate nella quale avremo compiuto sedici anni e che avrebbe significato la nostra separazione e lo scioglimento della Chowbar Society, il club segreto e riservato a sette membri esclusivi che era stato il rifugio durante gli anni dell’orfanotrofio. Lì eravamo cresciuti senz’altra famiglia che noi stessi e senza altri ricordi che le storie che ci raccontavamo intorno al fuoco a notte fonda, nel cortile della vecchia casa abbandonata che sorgeva all’angolo tra Cotton Street e Brabourne Road, un casermone in rovina che avevamo ribattezzati il Palazzo della Mezzanotte. Non sapevo, allora, che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrei visto il luogo nelle cui strade ero cresciuto e il cui fascino mi ha inseguito fino a oggi.
(incipit)

Trama: 
Ben e Sheere sono due gemelli salvati appena nati da morte certa e separati, ancora in fasce, nel tentativo di salvare loro la vita. Dopo sedici anni, il passato bussa prepotentemente alla loro porta con il volto di una minaccia dagli occhi infuocati e i due fratelli sono costretti ad indagare sulla loro storia per scoprire chi e per quale motivo gli sta dando la caccia. Aiutati dai membri della Chowbar Society, la società segreta fondata da Ben e i suoi compagni durante gli anni all'orfanotrofio St. Patricks, i due ragazzi dovranno sfruttare tutto il proprio coraggio e la propria intelligenza per far luce sul mistero delle loro origini.

Commento:
Quando vengo colpita da un autore, mi piace sempre andare a ripescare i suoi lavori precedenti, non perchè mi aspetti di trovare chissà quale capolavoro (se lo trovo, ben venga), ma perchè sono curiosa di scoprire la sua evoluzione e il percorso che ha portato infine alla composizione del tal romanzo, particolarmente bello. Ho fatto così con Jostein Gaarder, e sono stata felicissima di aver scoperto le origini de Il mondo di Sofia tra le pagine di L'enigma del solitario, e così ho fatto anche in questo caso per Carlos Ruiz Zafon, autore che mi ha appassionato con Il gioco dell'angelo, ma mi ha del tutto stregata con L'ombra del vento. Il Palazzo della Mezzanotte è stato il suo secondo romanzo e al suo interno vi sono tutti gli ingredienti che si ritrovano, meglio amalgamati, nei suoi romanzi più recenti. Certo, di difetti ce ne sono: alcune incongruenze a livello di trama [SPOILER. evidenziare per leggere] (ad un certo punto viene detto esplicitamente, come se fosse un particolare fondamentale, che la combinazione dell'ingresso alla casa di Chandra cambia all'uscita di Ian, e che la parola da inserire non sarà più "Dido" ma "Kali". Poche pagine dopo, però, Ben si riprende da una perdita di conoscenza e trova Ian e gli altri accanto a lui nel salone: come hanno fatto a rientrare, non sapendo che la combinazione era cambiata e non essendoci nessun altro in casa a parte Ben - che era svenuto - che potesse aprire dall'interno?), il personaggio del nemico che non è, a mio parere, molto ben curato e a volte poco credibile [SPOILER. evidenziare per leggere](entra in campo il paranormale, è vero, ma a suo modo anche quello deve essere credibile), per citarne alcuni. Però, ed è un però molto importante, il romanzo è appassionante (effetto calamita: impossibile staccarsi dalle pagine), il ritmo incalzante e lo stile estremamante scorrevole; inoltre un paio di volte un brividino mi è corso lungo la schiena. Non c'è nulla da fare: Zafòn ha sempre avuto talento, sa scrivere, e tutti i difetti di questo romanzo sono imputabili esclusivamente al fatto che è uno dei primi, doveva ancora affinarsi e, soprattutto, doveva trovare la storia giusta. Dopotutto questo è il percorso degli scrittori veri: chi viene osannato ed esaltato al primo romanzo, o è un genio, o è un caso montato ad arte per vendere. Di geni, per ora, non ne ho visti.
In quel momento [...] mi bastò osservare il volto del mio amico Ben mentre parlava con Sheere per intuire che la ruota della fortuna aveva invertito il suo giro e che sul tavolo c'era una mano al buio, la cui posta ci spingeva a giocare una partita al di là delle nostre possibilità.
(Ian)
«Ci sono due cose nella vita che non puoi sceglierti, Ben. La prima sono i tuoi nemici. La seconda, la tua famiglia. A volte la differenza tra gli uni e l'altra è difficile da cogliere, ma il tempo insegna che, in fin dei conti, le tue carte avrebbero sempre potuto essere peggiori. La vita, figlio mio, è come la prima partita di scacchi. Quando inizi a capire come si muovono i pezzi, hai già perso.»

Rycerca (Saga di Septimus Heap #4)

sfide: serial readers, mattonazzi

Titolo originale: Queste
Autore: Angie Sage
Anno di pubblicazione: 2011
Editore: Salani
Pagine: 528

Iniziato il: 21 ottobre 2011
Terminato il: 27 ottobre 2011
Valutazione: ★★★★
C'è il mercato settimanale su Viale dei Maghi. Una ragazza e un ragazzo si sono fermati al banco delle aringhe in salamoia. Il ragazzo ha i capelli chiari, intrecciati in uno stile che i marinai avrebbero adottato solo in un lontano futuro. Gli occhi verdi hanno un'espressione seria, quasi triste, mentre cerca di convincere la ragazza a lasciargli comprare delle aringhe per lei.
(incipit)
Trama: 
Dopo la rocambolesca fuga dal passato, Jenna e Septimus sono costretti a trovare un modo per riportare nel loro Tempo anche Nicko e Snorri, rimasti intrappolati all'epoca di Marcellus Pye e la regina Etheldredda. A complicare le cose ci si mettono il malvagio fantasma Tertius Fume e Merrin Meredith, che non riesce a darsi pace per essere stato scaricato dal suo vecchio Mago StraOrdinario Dom Daniel e vuole riprendersi l'identità che Septimus gli ha, secondo lui, rubato. Così Sep e Jen, accompagnati dall'amico Beetle e aiutati da un misterioso quanto gentile uomo-topo, si imbarcheranno nella Rycerca, dalla quale nessun Apprendista è mai tornato.

Commento:
Urca! L'ho finito! Chissà adesso quanti anni mi toccherà aspettare prima che traducano anche il volume successivo della saga! Si, ma questa volta non ho intenzione di aspettare: mi procuro le versioni elettroniche in lingua originale e quando la Salani si degnerà di pubblicare, allora prenderò il cartaceo, altrimenti qui finisce che li leggeranno prima i miei figli e nipoti.
Come sempre, fantastico. Mi rendo perfettamente conto che questi romanzi sono pieni di difetti, non sono particolarmente profondi e soprattutto l'autrice si inventa molte soluzioni di comodo che probabilmente molti altri lettori non le lascerebbero passare, ma io non ce la faccio, non riesco ad essere obiettiva, perchè le avventure di Septimus mi piacciono troppo! Adoro l'ambientazione, mi sono innamorata dei personaggi che sono davvero troppo, troppo simpatici, anche i cattivi. Ogni pagina, poi, è percorsa da una leggera ironia, che mi rende felice e serena, ed è una sensazione così bella, che mi permette di chiudere un occhio su tante cose.
In quest'episodio conosciamo meglio un personaggio che già ci era stato presentato in passato, ma che era stato solo una comparsa nelle avventure dei suoi amici: sto parlando di Beetle, il simpaticissimo impiegato (o dovrei dire ex impiegato) della Manuscriptorium, migliore amico di Septimus e con una tenerissima cotta per Jenna. Tornano anche delle vecchie conoscenze: Simon e Lucy (che finalmente sono riusciti a riunirsi), Merrin Meredith (che le prova davvero tutte per liberarsi di Septimus) e faremo anche una visita ai fratelli Heap alle Streghe di Wendtron nella foresta. Il viaggio per raggiungere la Casa dei Foryx, il luogo in cui tutti i Tempi si Incontrano è pieno di pericoli e di prove da superare, e alla fine abbiamo anche un bel colpo di scena che non  mi aspettavo. Adesso già pregusto il nuovo volume, che siccome si intitola Syren, mi fa pensare che lasceremo la terra ferma per addentrarci nelle profondità marine: speriamo!!

Alkymia (Saga di Septimus Heap #3)

sfide: serial readers, mattonazzi, incrociata

Titolo originale: Physik
Autore: Angie Sage
Anno di pubblicazione: 2007
Editore: Salani
Pagine: 511

Iniziato il: 18 ottobre 2011
Terminato il: 20 ottobre 2011
Valutazione: ★★★
Silas Heap e Gringe, il Guardiano della Porta Settentrionale, si trovano in un angolo buio e polveroso della soffitta del Palazzo. Di fronte a loro c'è la porticina di una stanza Sigillata, che Silas Heap, Mago Ordinario, sta per Dissigillare. «Vedi, Gringe» spiega, «è il posto perfetto. Le mie pedine non riusciranno mai a fuggire da qui. Basta che le Sigilli dentro».
(incipit)
Odio Silas Heap! No, non è vero, è fantastico e un papà meraviglioso, ma è troppo, davvero troppo stordito! Cosa farei io se abitassi al Castello, circondata da incantesimi e Magya Oscura e mi trovassi di fronte una porta Sigillata? Probabilmente la lascerei così com'è, ma se avessi proprio la necessità di entrarci, per lo meno mi informerei su come mai qualcuno abbia mai sentito il bisogno di Sigillarla. E invece no; e così, per la sua sbadataggine, ad andarci di mezzo sono i soliti Septimus, Jenna e Nicko, che questa volta si portano dietro anche due nuovi amici, Snorri e il suo gatto Urrl.

In questo episodio, ci troviamo di fronte ad una nuova minaccia: il fantasma un po' troppo solido della malvagissima e antipaticissima Regina Etheldredda, vissuta cinquecento anni prima, ha tutta l'intenzione di ottenere la vita eterna e di tornare a regnare, e per fare ciò ha naturalmente bisogno di un settimo figlio di un settimo figlio da rispedire dritto dritto nel passato senza possibilità di ritorno. Siccome per sua immensa sfortuna l'unico settimo di un settimo in circolazione è Septimus, sarà lui a ritrovarsi imprigionato nella sua stessa Città, ma in un'epoca completamente diversa.

Come sempre Angie Sage riesce a farmi amare i suoi romanzi con la sua simpatia e le sue trovate strampalate; inoltre mi ha fatto davvero morire dal ridere leggere i capitoli scritti nella Lingua Antica che, almeno nella traduzione italiana, altro non è che una buffa versione dell'italiano antico, imperciocchè ciascun personaggio s'esprime con codesto tono aulico ed alquanto vetusto.

Purtroppo la mia amata Marcia non si vede tanto: compare solo in alcuni capitoli all'inizio e alla fine (anche se la sua presenza in questi momenti si sente eccome) perchè rimane nel suo Tempo a cercare un modo per far tornare a casa Septimus e non lo segue, come invece fanno gli altri tre matti. C'è invece un leggero cambio di tono in questo libro rispetto alla spensieratezza dei precedenti perchè vi è il primo lutto della saga: Alice Nettels, la Capo Doganiere del porto, viene uccisa dalla Regina Etheldredda, salvando così la vita a Jenna. Il momento è triste, però sappiamo per lo meno che a) la rivedremo quasi sicuramente perchè la città è piena di fantasmi, b) finalmente potrà passare l'eternità accanto al suo amato Alther. In ogni caso, adesso ci sono da salvare Nicko e Snorri!!

Volo (Saga di Septimus Heap #2)

sfide: serial readers, fantasyosa, mattonazzi, torniamo ragazzi, incrociata, solo donna

Titolo originale: Flyte
Autore: Angie Sage
Anno di pubblicazione: 2006
Editore: Salani
Pagine: 512

Iniziato il: 01 ottobre 2011
Terminato il: 04 ottobre 2011
Valutazione: ★★★★

E' notte notte alle Melme di Marram: la luna piena brilla sulle acque scure e illumina gli Esseri notturni impegnati nelle loro faccende. Nell'aria domina il silenzio, interrotto di tanto in tanto dal gorgoglio della Melma Mobile mentre le creature che la abitano si avviano al banchetto. Un'enorme nave con l'equipaggio al completo è affondata nella palude e gli Esseri sono affamati...ma dovranno lottare contro i Brunetti della Melma Mobile per accaparrarsi gli avanzi. Ogni tanto una bolla di gas porta in superficie un pezzo della nave; grosse tavole e frammenti di albero ricoperti da uno spesso strato di pece nera galleggiano sulle acque torbide.
(incipit)
Un po' meno divertente del libro precedente, ma altrettanto appassionante, Volo ci riporta fin dalle prime pagine nelle Melme di Marran la sera della cena dell'Apprendista. Su una barchetta un losco figuro aiuta lo scheletro di Dom Daniel ad emergere dalla melma e lo riconduce nel suo regno. Il losco figuro in questione, purtroppo, altri non è che Simon Heap, deluso di non essere stato scelto come apprendista di Marcia e invidioso di Septimus, che appena arrivato ha già sconvolto la sua vita e quella della sua famiglia, soffiandogli anche l'incarico che aveva sempre desiderato. Il ragazzo, quindi, decide di vendicarsi diventando Apprendista di Dom Daniel con la speranza che i piani del suo padrone per tornare ad essere Mago StraOrdinario abbiano successo e lui possa finalmente diventare il vero Apprendista del Mago StraOrdinario.

Anche questo volume è molto movimentato e avventuroso, con una serie di colpi di scena molto carini, come la ricomparsa di Ragazzo 409 e del padre di Jenna, Milo. Questa volta sono i genitori Heap che vengono messi più in secondo piano, mentre seguiamo da vicino le avventure di Jenna e Septimus, la prima in fuga, il secondo alla sua ricerca, che vengono aiutati da vecchi e nuovi personaggi, ovviamente ciascuno dotato del "tocco" di Angie Sage, che riesce a rendere unici anche i personaggi più marginali. Anche qui ci sono delle trovate davvero simpatiche e originali, come il viaggio nei Tunnel di Ghiaccio, la fuga dalla Congrega delle Streghe o la nascita del drago Sputa Fuoco, e un sacco di Incantesimi affascinanti, primo fra tutti quello che dà il titolo al volume, l'antichissimo e potente Incantesimo del Volo. E' davvero incredibile quanto questa saga sia capace di assorbirmi, è come se aprendo il libro subissi anch'io un Incantesimo che mi impedisce di interrompere la lettura.

Un'altra caratteristica che mi piace sempre è la parte finale del libro con il resoconto delle vite dei personaggi secondari o per le comparse (che si solito vengono sfruttate solo per il tempo in cui servono e poi dimenticati); mentre in Magya veniva raccontato cosa accadeva loro in seguito alle avventure di cui avevamo appena letto, in Volo viene raccontata la loro storia precedente all'inzio delle vicende, e questi raccontini sono uno più divertente dell'altro.
Il Magazzino Libri e Amuleti Selvatici era fiocamente illuminato e aveva un odore animalesco. L'ambiente consisteva in due lunghe file di alti scaffali paralleli protetti con sbarre di ferro, dietro le quali i Libri Selvatici erano ammassati l'uno contro l'altro. Mentre seguiva con circospezione Beetle lungo lo stretto corridoio tra gli scaffali, Septimus sentì alle spalle un coro di ringhi, fruscii sinistri e rumori di unghie che grattavano mentre i libri si agitavano dietro le sbarre arrugginite

Lilli e lo sceriffo

sfide: salva-comodino, torniamo ragazzi, alfabeto

Titolo originale: Meine Mutter haut sogar Django in die Pfanne
Autore: Klaus-Peter Wolf
Anno di pubblicazione: 1993
Editore: Piemme
Pagine: 79

Iniziato il: 29 settembre 2011
Terminato il: 29 settembre 2011
Valutazione: ★★★

Johan aveva gambe lunghe e magre come stecchini per infilzare le patatine. Se ne stava momentaneamente appoggiato al chioschetto, mangiandosi un hotdog. Diceva di chiamarsi John. Little John. Oppure semplicemente: sceriffo. Aveva pochi amici. Uno come lui non aveva bisogno di amici. Stava benissimo da solo. Ma li c'era bisogno di gente come lui. Prima che quel povero paese finisse in rovina, lui avrebbe fatto qualcosa.
(incipit)
Questo raccontino, a mio parere, non è uno dei migliori della serie de "Il battello a vapore", che a volte regala invece delle piccole perle (tra i più recenti che ho letto, La rosa di San Giorgio), anche se l'ho trovato simpatico e di certo molto più adatto ad un pubblico di maschietti che non di femminucce, le quali generalmente non amano i cowboy (io, infatti, non li sopporto, a parte Terence Hill e Bud Spencer).

Il protagonista è Johan, un bambino dalla fervida fantasia, che non solo si diverte a giocare ai cowboy, ma è fermamente convinto di essere uno sceriffo. No, non è matto, è semplicemente un bambino che vuole rendersi utile nel paese in cui vive e trasforma questo suo bisogno in un gioco. Insieme al suo amico Michel, infatti, Johan fa la spesa per la mamma, aiuta il nonno in ospizio a mangiare il suo pranzo, raccoglie le cartacce per strada; nel frattempo racconta a Michel una storia in cui gli abitanti del paese si trasformano in personaggi di un'avventura western.

Raccontata così ammetto che non sia il massimo della vita, ma è invece simpatico vedere come la fantasia del bambino riesca a partorire una vicenda così estrosa e bizzarra.