[Recensione] I garbati maneggi delle signorine Devoto, di Renzo Bistolfi


Ho letto questo romanzo grazie alla sfida LGS che mi sta portando a conoscere tante storie leggere ma davvero piacevoli che probabilmente non avrei mai incontrato durante la mia vita di lettrice; questo libro in particolare è stata una scoperta molto simpatica che probabilmente da sola non avrei mai fatto.

Il romanzo è ambientato in un quartiere genovese degli anni cinquanta e vede protagoniste tre anziane sorelle, zitelle e timorate di dio, che si trovano al centro di un piccolo giallo quando una serie di strani eventi iniziano a verificarsi nella loro via. Fanno da cornice tutta una serie di altri pittoreschi personaggi che accompagnano le tre sorelle nella loro indagine e che, con le loro personalità rappresentano forse il punto di forza del romanzo. 

L'ambientazione non è particolarmente dettagliata e questo è un peccato perché l'epoca è interessante e se l'autore fosse stato in grado di renderla più presente nel racconto avrebbe sicuramente reso il risultato finale più interessante, mentre ho apprezzato l'atmosfera semplice e "paesana" che si respira durante la (rapidissima) lettura del romanzo. 

Lo stile è davvero molto, molto semplice e scorrevole, ideale per spezzare una lettura più impegnativa oppure se avete bisogno di un po' di distrazione e di "staccare il cervello" per qualche ora, ma non se cercate una lettura intensa e appassionante.


Voto: 6.5/10

♥ Questo libro fa per voi se... avete bisogno di una lettura leggera, leggera ma simpatica, rilassante

La gemella silenziosa

(The Ice Twins)
di S.K. Tremayne

Formato: Ebook, 298 pagine
Editore: Garzanti, 2015
Genere: Romanzo, thriller
Data prima pubblicazione: 2015
Lettura n.: 06/2016
Preso da: MLOL


Voto: 6.5/10


Le nostre sedie sono sistemate a due metri esatti di distanza, entrambe rivolte verso la grande scrivania, neanche fossimo in terapia di coppia: una sensazione che conosco fin troppo bene. Sulla stanza dominano un paio di alte finestre a ghigliottina del XVIII secolo senza tende, due dipinti gemelli di un fosco e lugubre cielo londinese.
(incipit)


✎ Il mio parere
Divorato in un weekend "La gemella silenziosa" è un thriller (anche se forse più mistery... non saprei definirlo con certezza) che mi ha tenuta incollata alle pagine per il suo ritmo incalzante e l'inquietudine che trasmette durante l'intera lettura. 

Come sempre a me le parole "caso letterario" fanno venire la pelle d'oca quindi ho iniziato il romanzo temendo la solita delusione che si abbina a questa definizione e invece sono rimasta piacevolmente stupita: il libro fila, non annoia mai, i momenti inquietanti sono ben miscelati nella trama in modo da tenermi sempre sulle spine e gli eventi sono stati mescolati abbastanza da avermi fatto sospettare di tutto e tutti prima di arrivare alla fine, che comunque non offre una vera e propria risposta al mistero principale: cos'è davvero accaduto? Perché se da una parte è vero che quando si chiude il romanzo la dinamica degli ultimi eventi è abbastanza chiara, resta il fatto che ci sono degli eventi misteriosi ed inquietanti che non vengono davvero spiegati. Questo è stato forse l'aspetto che mi ha relativamente deluso; sarò forse condizionata dal mio amore per il giallo deduttivo ma mi piace sempre avere una spiegazione completamente razionale degli eventi apparentemente sovrannaturali, a meno che non si tratti di fantasy o di storie che chiaramente ci mostrano fenomeni di questo genere, mentre in questo caso la parte misteriosa viene spiegata per metà, e non si capisce se per mantenere l'inquietudine o per superficialità. 

Per il resto, come scrivevo, il libro mi ha soddisfatto e mi ha addirittura dato molto a cui pensare, principalmente sul rapporto tra i due genitori: quel clima di detto/non detto che serpeggia tra loro, le verità nascoste e i reciproci sospetti sono forse l'elemento che più mi ha "disturbato" del romanzo e che in alcuni casi mi ha fatto chiudere il libro per riprendere la calma. In questo caso ci sono state alcune scelte narrative che mi sono sembrate poco verosimili e più tendenti alla scorciatoia per "far accadere qualcosa". Il rapporto che i genitori hanno con le bambine è un altro argomento che mi ha fatto pensare, mentre non so bene cosa credere a proposito del legame così esclusivo tra i gemelli, tale addirittura da portare ad una possibile confusione di identità... non sono abbastanza informata ma in alcuni casi anche questa mi è sembrata un po' una forzatura, seppur essenziale per creare il clima angoscioso dell'intero romanzo.


♥ Questo libro fa per voi se... cercate una lettura appassionante che vi distragga dal quotidiano, ma senza aspettarvi il capolavoro del secolo.


Periodo di lettura: 30 gennaio - 01 febbraio 2016
Ambientazione: Inghilterra/Scozia
Opere derivate: -
  

#sceglindipendente: sfide letterarie, case editrici e tavole periodiche

Buongiorno e buon lunedì! Non preoccupatevi, non sono impazzita e il titolo del post non è la diretta conseguenza dei postumi di una mega-sbornia del weekend; sembrerà strano ma tutto ha un senso.

Da un paio di giorni cercavo un pretesto per parlarvi di una nuova iniziativa a cui io e il mio blog abbiamo aderito con grande entusiasmo: si tratta di #sceglindipendente, hashtag lanciato da Ilenia - una blogger e booktuber che vi consiglio vivamente di seguire per il suo entusiasmo, la sua ironia e la sua competenza nel parlare di libri - e la libreria Le Notti Bianche di Vigevano per promuovere le case editrici indipendenti e le librerie indipendenti.

Così oggi, nel giorno in cui ricorre il 182° anniversario della nascita di Dmitrij Mendeleev, il chimico russo che inventò la tavola periodica degli elementi (ve l'avevo detto che tutto aveva un senso) colgo al volo l'occasione (grazie doodle di Google ^_^) e inauguro la mia adesione all'iniziativa parlandovi di un editore, e più precisamente di una collana che con la tavola periodica ha molto a che fare: si tratta della collana Elementi pubblicata dalla casa editrice Piano B edizioni. La collana si snoda attorno al tema degli elementi come costituenti base della materia e con lo stesso criterio sono selezionati i libri che ne fanno parte: si tratta di saggi o estratti scritti da grandi autori (filosofi, poeti, romanzieri, sociologi, ecc.) attorno a temi fondamentali per la nostra esistenza come la libertà, l'amicizia, l'amore, la religione, l'odio e la guerra, la morte e tanti altri. Ciascun libro è collegato ad un elemento, di conseguenza la collana si prospetta ricca ed interessante.

Per il momento i volumi usciti sono venticinque e sono uno più interessante dell'altro: si parte con Mark Twain e il libro "Libertà di stampa" in cui sono raccolti alcuni saggi dell'autore sul tema della libertà di pensiero e di opinione e si conclude con l'ultima pubblicazione, che è anche quella che io ho acquistato e ho attualmente in lettura, ovvero "Perché sono vegetariano" di Lev Tolstoij in cui vengono proposti degli estratti e alcune lettere che il grande romanziere russo ha scritto a proposito della sua scelta di diventare vegetariano e di cui vi parlerò a breve perché lo sto divorando con grande interesse. 

I volumi hanno un costo che oscilla tra gli 8 e i 13 euro e sono davvero curati: il formato è piccolo, la grafica minimale, le copertine "tattili" perché zigrinate e sono tutti stampati su carta ecologica. E poi profumano un sacco... lo so, il discorso del profumo dei libri dopo un po' diventa una rottura snob, ma questi effettivamente hanno un ottimo odore, simile a quello che si sente nei negozi biologici, avete presente? Di materiali naturali... buono.

Qui di seguito vi lascio due o tre titoli tra quelli che più mi interessano ma vi invito ad andare a spulciare il sito e la pagina facebook della casa editrice perché offre un catalogo davvero molto interessante.


La filosofia dell'ombrello
R.L. Stevenson
Uno Stevenson che smette i panni del romanziere popolare per offrirci una divertente rappresentazione della vita e della società umana, colta nei suoi aspetti grandi e piccoli, ridicoli e importanti. Uno stile impeccabile in equilibrio tra il gusto e il paradosso e la provocazione linguistica.








Il credo dell'uomo libero
Bertrand Russel
La proposta “sovversiva” di Russell nella questione sociale, politica ed etica viene messa in luce dai saggi proposti in tutta la sua portata assolutamente personale, originale e lucida su quelli che sono i temi decisivi del XX secolo e del nostro tempo. I temi della libertà individuale, dei limiti del singolo nei confronti dello Stato e della legge, la visione della proprietà e della guerra, del denaro e dell’educazione dei giovani, sono i temi centrali che vengono affrontati dai saggi brevi qui ripresentati, tratti da varie opere e scritti tra i trenta e i quarant’anni, prima, durante e immediatamente dopo l’eccidio inutile della Prima guerra mondiale, evento che più di ogni altro contribuì alla maturazione filosofica e di saggista del filosofo gallese.




Sono una snob?
Virginia Woolf
Sono una snob? è una selezione di saggi in cui l’intellettuale londinese abbandona l’artificio romanzesco e ci lascia scrutare tra le pieghe della sua vita e della sua scrittura. Accanto alla Virginia su cui si è sempre posto i riflettori, accanto alle sofferenze e alle difficoltà, emerge dai saggi di Sono una snob? la sua voglia di vivere e di testare l’esistenza con le sue armi più affilate: l’umorismo, la curiosità, l’intelligenza e la sensibilità. Una ricerca nel vissuto e nella scrittura per riuscire a fissare e a catturare sulla carta la fluidità e l’instabilità della vita, degli esseri umani e dei loro pensieri: un affronto al realismo da cui emerge chiara la personalità e l’originalità di una grande scrittrice.



Concludo questo post parlandovi di un'altra iniziativa legata alle pubblicazioni indipendenti ma in questo caso più verso le librerie: ho già condiviso su facebook sia articoli che la mia opinione in merito ma si sa, repetita iuvant, e quindi vi parlo brevemente dell'IBC (Italian Book Challenge), una sfida letteraria ideata per dare una spinta alle librerie indipendenti e invogliare i lettori a visitarle e ad acquistarvi tanti bei libri.

La sfida consiste nell'acquistare (e ovviamente leggere ma per il momento il regolamento si limita all'acquisto, anche se ho letto che lo stanno rivedendo) un certo numero di libri nel 2016 andando a scegliere da una lista di cinquanta categorie che ci verrà consegnata dal nostro libraio (indipendente ovviamente) di fiducia nel momento in cui daremo la nostra adesione. Alla fine dell'anno vi sarà un vincitore locale, ovvero chi ha acquistato più libri nella libreria di riferimento, e un vincitore nazionale che porteranno a casa dei premi libreschi. Attualmente c'è ancora molto da chiarire a livello di regolamento prima della partenza, che dovrebbe avvenire il 12 febbraio, ma personalmente trovo che sia un'iniziativa interessante: certo, io sono la prima che non acquisterà mai 50 libri nuovi in un anno, sia perché la maggior parte delle mie nuove entrate libresche provengono da librerie dell'usato, biblioteca e ultimamente Kobo store, sia perché ormai rischio di soffocare sotto la quantità di non letti che ho accumulato e di conseguenza la parola d'ordine per il mio 2016 è "smaltire", non certo comprare. In ogni caso credo che questo sia il segnale che finalmente le librerie indipendenti hanno capito che se vogliono sopravvivere devono ingegnarsi e devono puntare sugli elementi che sono la loro forza contro i colossi, ovvero il rapporto personale e la possibilità di far uscire i propri clienti dai percorsi letterari più commerciali, facendo scoprire nuovi autori e nuovi editori.

Quest'ultimo è anche l'obiettivo che mi pongo io attraverso #sceglindipendente: esplorare nuove strade, scoprire storie e autori e magari incuriosire e invogliare qualcun'altro a sperimentare letture meno conosciute ma altrettanto interessanti.

Le notti bianche

(Белые ночи)
di Fedor Dostoevskij

Formato: Ebook, 89 pagine
Editore: Garzanti, 2014
Genere: Racconto, classici
Data prima pubblicazione: 1848
Lettura n.: 05/2016
Preso da: Kobo store


Voto: 10/10


Era una notte meravigliosa, una notte come forse ce ne possono essere soltanto quando siamo giovani, amabile lettore. Il cielo era così pieno di stelle, così luminoso che, gettandovi uno sguardo, senza volerlo si era costretti a domandare a se stessi: è mai possibile che sotto un cielo simile possa vivere ogni sorta di gente collerica e capricciosa? Anche questa è una domanda da giovani, amabile lettore, molto da giovani, ma voglia il Signore mandarvela il più sovente possibile nell’anima! … Parlando d’ogni sorta di signori capricciosi e collerici, non ho potuto fare a meno di rammentare anche la mia saggia condotta in tutta quella giornata.
(incipit)


✎ Il mio parere
Un piccolo capolavoro con la capacità di commuovere come solo i grandi romanzi riescono a fare. Di solito non amo i racconti perché sono troppo brevi per permettermi entrare davvero in empatia con i personaggi ma in questo racconto i sentimenti dei protagonisti sono così intensi e l'immedesimazione così facile che avrei voluto durasse per sempre.

Il protagonista è un sognatore che vive una vita a sé, separata e diversa da quelle di tutti gli altri: la sua intera esistenza si svolge attorno alle sue fantasticherie, non trovando nella realtà nulla che lo appassioni come quei suoi sogni, al cui confronto la vita di ogni giorno è spenta e grigia. Questa sua condizione lo porta però ad essere irrimediabilmente solo e l'angoscia di questa solitudine, che traspare dal monologo del sognatore nella "seconda notte", è qualcosa di struggente. L'incontro con Nasten'ka diventa quindi per il sognatore un evento straordinario ciò che lo illude di poter uscire dalla sua solitudine, e l'amicizia che instaura con lei il suo unico pensiero: anche Nasten'ka è una sognatrice e insieme i due vivono quattro frenetiche notti che si concluderanno, per il nostro sognatore con un brusco ritorno alla realtà, per me con una stretta al cuore.

Se vi interessa approfondire i temi del racconto vi lascio il link al sito Kasparhauser.net dove potete trovare un articolo davvero interessante e ben scritto; a breve pubblicherò il post relativo alla trasposizione teatrale di quest'opera che ho visto al Teatro Out-Off a Milano e nel quale parlerò più nel dettaglio sia del racconto che della trasposizione.


♥ Questo libro fa per voi se... volete avvicinarvi a Dostoevskij ma vi spaventano i mega-romanzi o se volete volete leggere un'opera che sia in grado di farvi vibrare cuore e anima con due soli personaggi e meno di cento pagine.


Periodo di lettura: 26 - 29 gennaio 2016
Ambientazione: Pietroburgo/Russia
Opere derivate: "Le notti bianche" di Luchino Visconti - "Quattro notti di un sognatore" di Robert Bresson - numerose trasposizioni teatrali
Sfide: sfida dei classici
  

Il gioco di Ripper

(El juego de Ripper)
di Isabel Allende

Formato: Paperback, 462 pagine
Editore: Feltrinelli, 2013
Genere: Teatro
Data prima pubblicazione: 1606
Lettura n.: 04/2016
Preso da: Regalo (cartaceo) + prestito MLOL (ebook)


Voto: 7.5/10


“Mia madre è ancora viva, ma sarà uccisa Venerdì Santo a mezzanotte” lo avvertì Amanda Martín e l’ispettore capo la prese sul serio, visto che aveva dato prova di saperne più di lui e di tutti gli agenti della Sezione Omicidi. La donna era prigioniera da qualche parte nei diciottomila chilometri quadrati della Baia di San Francisco, avevano poche ore per trovarla ancora in vita e lui non sapeva da dove cominciare.
(incipit)


✎ Il mio parere
Ho iniziato "Il gioco di Ripper" per prendere fiato durante una delle letture più noiose che mi sian capitate negli ultimi anni (e che purtroppo non riesco proprio a proseguire, tanto che credo la abbandonerò) e non avrei potuto fare una scelta più azzeccata: il romanzo è un mix tra un thriller e un romanzo familiare, e quello che nelle mani di uno scrittore normale si sarebbe rivelato un pasticcio inimmaginabile, con la fantastica abilità narrativa della Allende si è trasformato nel thriller più emotivamente approfondito che abbia mai letto. Il motivo per cui di solito non leggo thriller, infatti, è proprio la sproporzione tra l'importanza della trama e l'approfondimento dei personaggi, che nel 90% dei casi non esiste perché l'essenziale in un thriller è l'azione. Sì, centra anche il fatto che sono una fifona e la tensione del thriller mi fa venire l'ansia, ma per la maggior parte i miei problemi con questo genere riguardano la scarsa empatia. Con questo romanzo non si corre alcun rischio di superficialità perché a costo di rallentare un po' il ritmo (soprattutto per chi cerca tanta azione) la Allende ci regala un ritratto molto intimo dei suoi personaggi, che diventano degli amici da cui è difficile separarsi una volta chiusa l'ultima pagina.

Nel complesso comunque credo che i tempi del romanzo siano stati gestiti molto bene: è vero che in proporzione la parte "poliziesca" è minore rispetto quella dedicata all'approfondimento dei personaggi e delle loro relazioni, ma per quanto mi riguarda questo non ha mai né compromesso la tensione del romanzo nei momenti "clou", né l'intimità della scrittura quando serviva per creare più atmosfera. Anzi, l'aver ritrovato in parte quel calore con cui la Allende è solita mostrarci i suoi protagonisti è stato per me un motivo di maggiore immedesimazione nella storia.

Rispetto a ciò a cui questa autrice ci ha abituato, l'elemento di realismo magico è quasi assente; dico quasi perché ogni tanto in qualche immagine particolarmente evocativa o qualche capacità extrasensoriale salta fuori (la Allende non ce la fa proprio ad eliminarla del tutto), però il romanzo non si inserisce assolutamente nel suo filone "classico", il che per me è un bene, perché è giusto che uno scrittore ogni tanto si metta alla prova ed esca un po' dal seminato, specialmente se dotato e abile come lei. Per me scoprire una Allende scrittrice di thriller è stata una bellissima sorpresa e per quanto io adori quel sentore di magia che si respira nei suoi romanzi, sono rimasta soddisfatta da questo esperimento.

Per finire, giustamente parliamo del finale (che metto come sempre sotto spoiler): devo ammettere che mi ha spiazzato, prima con Carol e poi con Gary... questo ultimo colpo di scena nel colpo di scena non mi ha entusiasmato del tutto, mi sarebbe bastato rendermi conto che dietro tutto ci fosse l'insospettabile Carol, però devo dire che con me ha centrato l'obiettivo: non me lo sarei mai aspettato! C'è da dire che io sono una pippa allucinante nei gialli e non indovinerei il colpevole nemmeno se mi ballasse nudo davanti agli occhi, però effettivamente mi ha stupita. Mi è dispiaciuto invece moltissimo per il povero Ryan: la sua fine è credibile, non posso criticarla e anzi, finalmente un eroe che muore e non si salva per il rotto della cuffia, però mi è dispiaciuto un sacco e una piccola parte di me avrebbe desiderato il tanto agognato lieto fine... leggere l'epilogo mi ha quasi fatta piangere!


♥ Questo libro fa per voi se... siete curiosi di scoprire una Isabel Allende inedita scrittrice di thriller.


Periodo di lettura: 22 - 26 gennaio 2016
Ambientazione: USA
Opere derivate: -
Sfide: sfida LGS - sfida Bookopoly - sfida TBR 2016 -