Alkymia (Saga di Septimus Heap #3)

sfide: serial readers, mattonazzi, incrociata

Titolo originale: Physik
Autore: Angie Sage
Anno di pubblicazione: 2007
Editore: Salani
Pagine: 511

Iniziato il: 18 ottobre 2011
Terminato il: 20 ottobre 2011
Valutazione: ★★★
Silas Heap e Gringe, il Guardiano della Porta Settentrionale, si trovano in un angolo buio e polveroso della soffitta del Palazzo. Di fronte a loro c'è la porticina di una stanza Sigillata, che Silas Heap, Mago Ordinario, sta per Dissigillare. «Vedi, Gringe» spiega, «è il posto perfetto. Le mie pedine non riusciranno mai a fuggire da qui. Basta che le Sigilli dentro».
(incipit)
Odio Silas Heap! No, non è vero, è fantastico e un papà meraviglioso, ma è troppo, davvero troppo stordito! Cosa farei io se abitassi al Castello, circondata da incantesimi e Magya Oscura e mi trovassi di fronte una porta Sigillata? Probabilmente la lascerei così com'è, ma se avessi proprio la necessità di entrarci, per lo meno mi informerei su come mai qualcuno abbia mai sentito il bisogno di Sigillarla. E invece no; e così, per la sua sbadataggine, ad andarci di mezzo sono i soliti Septimus, Jenna e Nicko, che questa volta si portano dietro anche due nuovi amici, Snorri e il suo gatto Urrl.

In questo episodio, ci troviamo di fronte ad una nuova minaccia: il fantasma un po' troppo solido della malvagissima e antipaticissima Regina Etheldredda, vissuta cinquecento anni prima, ha tutta l'intenzione di ottenere la vita eterna e di tornare a regnare, e per fare ciò ha naturalmente bisogno di un settimo figlio di un settimo figlio da rispedire dritto dritto nel passato senza possibilità di ritorno. Siccome per sua immensa sfortuna l'unico settimo di un settimo in circolazione è Septimus, sarà lui a ritrovarsi imprigionato nella sua stessa Città, ma in un'epoca completamente diversa.

Come sempre Angie Sage riesce a farmi amare i suoi romanzi con la sua simpatia e le sue trovate strampalate; inoltre mi ha fatto davvero morire dal ridere leggere i capitoli scritti nella Lingua Antica che, almeno nella traduzione italiana, altro non è che una buffa versione dell'italiano antico, imperciocchè ciascun personaggio s'esprime con codesto tono aulico ed alquanto vetusto.

Purtroppo la mia amata Marcia non si vede tanto: compare solo in alcuni capitoli all'inizio e alla fine (anche se la sua presenza in questi momenti si sente eccome) perchè rimane nel suo Tempo a cercare un modo per far tornare a casa Septimus e non lo segue, come invece fanno gli altri tre matti. C'è invece un leggero cambio di tono in questo libro rispetto alla spensieratezza dei precedenti perchè vi è il primo lutto della saga: Alice Nettels, la Capo Doganiere del porto, viene uccisa dalla Regina Etheldredda, salvando così la vita a Jenna. Il momento è triste, però sappiamo per lo meno che a) la rivedremo quasi sicuramente perchè la città è piena di fantasmi, b) finalmente potrà passare l'eternità accanto al suo amato Alther. In ogni caso, adesso ci sono da salvare Nicko e Snorri!!

Il conte di Montecristo

sfide: bersaglio, francofonia, incrociata, mattonazzi, salva-comodino

Titolo originale: Le Comte de Monte-Cristo
Autore: Alexandre Dumas (padre)
Anno di pubblicazione: 2006
Editore: Bur
Pagine: 914

Iniziato il: 03 ottobre 2011
Terminato il: 17 ottobre 2011
Valutazione: ★★★★★

Il 24 febbraio 1815 la vedetta della Madonna della Guardia dette il segnale della nave a tre alberi il Faraone, che veniva da Smirne, Trieste e Napoli.
Com'è d'uso, un pilota costiere partì subito dal porto, passò vicino al Castello d'If e salì a bordo del naviglio fra il capo di Morgiou e l'isola di Rion.
Contemporaneamente com'è ugualmente d'uso, la piattaforma del forte San Giovanni si
ricoprì di curiosi, poiché è sempre un avvenimento di grande interesse a Marsiglia l'arrivo di qualche bastimento, in particolare poi quando questo legno, come il Faraone, si sapeva costruito, arredato e stivato nei cantieri della vecchia Phocée e appartenente ad un armatore della città.
(incipit)
Mamma mia, come commentare in breve questo romanzo meraviglioso ed emozionante? Probabilmente basterebbe leggere l'introduzione all'edizione BUR di Umberto Eco, quindi è meglio che io mi faccia piccola piccola e stia zitta, dato che dovrei paragonarmi a lui. Così forse salvo la faccia se invece di parlare della storia, dato che l'ho già fatto in abbondanza nelle tappe del gdl (i link sono qui sotto), parlo del suo commento, e del fatto di essere felicissima di non essere un critico letterario per poter godere di tutto il fascino di questa avventura incredibile che parla di vendetta, di giustizia, di perdono, di amore, di vita e di morte. Perchè è vero, e leggendo il commento di Eco me ne sono resa conto: il romanzo ha dei difetti tecnici e stilistici, dovuti sia al fatto che Dumas percepiva un tot. di franchi a riga, e di conseguenza doveva allungare, sia alla pubblicazione a puntate del romanzo, che richiedeva di riportare alla memoria del lettore ciò che era avvenuto precedentemente; le pagine sono quindi piene di ridondanze, di "immagini tipo" che tendevano a ripetersi, di dialoghi inconcludenti, in cui i personaggi perdono due pagine a parlare per poi non dirsi nulla. Però è altrettanto vero, sempre come detto dal buon Umberto, che questo allentamento del ritmo narrativo fa crescere nel lettore una specie di frenesia, che addirittura porta a schizzare avanti con lo sguardo per sapere cosa succede. E io ne sono stata presa in pieno, tanto che ho letto le ultime due parti in cui avevamo diviso il romanzo tutte d'un fiato, come fossero state una sola.

Infine, c'è la figura controversa del conte di Montecristo, che non è possibile assegnare nè alla parte dei "buoni", nè alla parte dei "cattivi": la sua vendetta è contemporaneamente immensamente giusta e immensamente sbagliata e il suo modo di fare è equivoco, a volte ammirevole, altre subdolo. Insomma, è uno di quei personaggi che non si dimenticano.

TAPPE
Prima tappa: cap. 1-12
Seconda tappa: cap. 13-23
Terza tappa: cap. 24-34
Quarta tappa: cap. 35-45
Quinta tappa: cap. 46-57
Sesta tappa: cap. 58-71
Settima tappa: cap. 72-81
Ottava tappa: cap. 82-94
Nona tappa: cap. 95-108
Decima tappa: cap. 109-118


GDL - Il conte di Montecristo. Nona e decima tappa

**SPOILER-POST!**

Date tappa: 21/11 - 11/12
Capitoli: 82-118
Discussione su anobii





Ed eccomi infine giunta all'ultima tappa. Si, perchè non sono riuscita a resistere e ho letto in un fiato le ultime 150 pagine rimaste.

Tragico, davvero. Meraviglioso e tragico: avevo la sensazione che Edmondo stesse andando troppo oltre e che mancasse poco perchè perdesse il controllo degli eventi, e così è stato; perchè nonostante l'apparenza, Edmondo è umano, e in quanto tale non è in grado di prevedere ogni cosa, anche se si sente inviato da Dio e dalla Provvidenza per punire i colpevoli. In realtà, quindi, la vendetta di Edmondo provoca molte vittime innocenti: prima Mercedes e Alberto, che dopo la vergogna piombata su Fernando e il suo suicidio lasciano tutto, compreso il nome Morcerf, e infine Edoardo, che pur essendo insopportabile e viziato, era comunque solo un bambino, sul quale non dovevano ricadere le colpe dei genitori. Quando finalmente Montecristo si rende conto di tutto ciò, egli vuole reagire a questo rimorso e vuole far svanire il dubbio che si è insinuato in lui di aver percorso la strada sbagliata: decide così di visitare la sua vecchia prigione, che ormai è diventata una specie di museo. Queste pagine sono molto commuoventi: Edmondo ripercorre passo dopo passo tutta l'esperienza della prigionia e alla fine riemerge dalla segreta del Castello d'If con la consapevolezza di aver agito nel giusto. Nonostante questo, Edmondo è davvero cambiato nel profondo e al bisogno di vendetta si è probabilmente sostituito un bisogno di pace per la sua anima, tanto che dopo aver raggiunto il suo ultimo nemico, Danglars, decide di non ucciderlo ma di perdonarlo.

Infine, una sola consolazione rimane a Dantès, ovvero l'essere riuscito a riunire Massimilano e Valentina e a donare almeno a loro la felicità. Le parole che Edmondo scrive a Morrel prima di partire per sempre con Haydee mostrano perfettamente che Dantès non sarà probabilmente mai più a posto con la propria coscienza: "Dite all'angelo che veglierà sulla vostra vita, Morrel, di pregare qualche volta per un uomo che, simile a Satana, per un momento si è creduto simile a Dio e ha riconosciuto, con tutta l'umiltà di un cristiano, che nelle mani di Dio soltanto sta il supremo potere e la infinita sapienza".

Montecristo impallidì a quell'orribile spettacolo, comprese che aveva oltrepassato i limiti della vendetta, comprese che non poteva più dire: "Dio è per me e con me". Si gettò con un sentimento d'angoscia inesprimibile sul corpo del bimbo, gli riaprì gli occhi, gli toccò il polso, e si lanciò con lui nella camera di Valentina, che chiuse a doppio giro.
«Gran città!» mormorò, chinando la testa e congiungendo le mani come pregando. «Non sono ancora sei mesi che ho oltrepassato le tue porte. Lo spirito della Provvidenza che credevo mi vi avesse condotto, ora me ne allontana trionfante. Il segreto della mia presenza fra le tue mura l'ho confidato soltanto a Dio, che solo ha potuto leggere nel mio cuore, solo sa che mi ritiro senza odio, né orgoglio, ma non senza dispiaceri, solo sa che non ho fatto uso né per me, né per vane cause, del potere di cui mi ha fornito. Oh gran città! Nel tuo seno palpitante ritrovai ciò che cercavo, minatore paziente, ho rimescolato le tue viscere per farne sortire il male, ora la mia opera è compiuta, quella che ho creduto mia missione è terminata, ora tu non puoi più offrirmi né gioie, né dolori: addio, Parigi! addio!»
«Sono quello che avete venduto, denunziato, disonorato; sono quello di cui avete prostituita la fidanzata; sono quello che avete calpestato per formare la vostra fortuna; sono quello al quale avete fatto morire il padre di fame... Vi avevo condannato a morire di fame, e invece vi perdono, perchè pure io ho bisogno di perdono: sono Edmondo Dantès!»

GDL - Il conte di Montecristo. Ottava tappa

**SPOILER-POST!**

Date tappa: 21/11 - 27/11
Capitoli: 82-94
Discussione su anobii





Proseguo a tutta birra, travolta dagli eventi che ormai hanno formato una catena senza fine: uno tira l'altro, è come un fiume in piena, la cui corrente trascina i personaggi e le vicende senza più possibilità di fuga. L'unico che ha ancora il potere di allungare un ramo e portare qualcuno sulla riva è Edmondo, ma anche sotto di lui piano piano manca il terreno e tra poco si troverà a non poter fare più nulla per arrestare quel meccanismo che ha messo in moto.

In questi capitoli si completa la vendetta su due dei nemici di Edmondo: Calderousse, che spira dopo essere stato pugnalato a morte da Benedetto, e Fernando, che si suicida dopo che tutti i suoi tradimenti sono stati scoperti e la moglie e il figlio l'hanno abbandonato. Ad entrambi, Edmondo si rivela e i due momenti della verità sono talmente pieni di phatos da far venire la pelle d'oca. Inoltre, è finalmente arrivato il momento in cui Mercedes dichiara al conte di Montecristo di aver riconosciuto in lui Edmondo Dantés e il dialogo tra i due è davvero molto intenso, soprattutto perchè Edmondo le rivela la verità sul complotto (di cui le fornisce le prove) e su ciò che gli è accaduto nel periodo della prigionia. Immensamente commuovente il momento in cui Mercedes prega Edmondo di risparmiare suo figlio che, convinto dell'innocenza del padre, l'ha sfidato a duello per difenderne l'onore; Edmondo è pronto a farsi uccidere dal giovane, ma l'intervento di Mercedes riesce a sventare il duello e a far si che Alberto e il conte di Montecristo si separino da amici.

Veniamo infine aggiornati sui progressi degli avvelenamenti a casa Villefort: l'ultima vittima è Valentina. Fortunatamente per lei Noirtier, che è paralitico ma non stupido, aveva previsto questo nuovo avvelenamento e aveva iniziato a somministrare alla nipote una quantità di veleno sempre maggiore per abituare il corpo della ragazza; in questo modo, l'attacco dovuto ad un'improvvisa dose molto alta somministratale dalla matrigna non è stato mortale. Inoltre, ovviamente, la ragazza è automaticamente esclusa dai sospetti, e si spera quindi che presto la signora Villefort venga colta sul fatto e sbattuta in galera.
«Uno!» disse misteriosamente il conte, con gli occhi fissi sul cadavere già sfigurato per questa morte terribile.
«Mercedes!» ripetè Montecristo «Mercedes! Ebbene, si, voi avete ragione, questo nome è dolce ancora da pronunciare, ed ecco la prima volta, dopo lunghi anni, che risuona chiaro sulle mie labbra. Ah, Mercedes! Il vostro nome io l'ho pronunciato coi sospiri della malinconia, coi gemiti del dolore, colla rabbia della disperazione; l'ho pronunciato gelido per il freddo, attrappito sulla paglia della mia cella; l'ho pronunciato divorato dal caldo, l'ho pronunciato rotolandomi sul pavimento del carcere. Mercedes, bisogna che io mi vendichi, perchè ho sofferto per quattordici anni: per quattordici anni ho pianto, ho maledetto. Ora, io ve lo ripeto, Mercedes, bisogna che io mi vendichi!»

GDL - Il conte di Montecristo. Settima tappa

**SPOILER-POST!**

Date tappa: 14/11 - 20/11
Capitoli: 72-81
Discussione su anobii





Posto un aggiornamento di seguito all'altro perchè in realtà questa parte, quella precedente e quella successiva, le ho lette quasi tutte d'un fiato. Siccome però voglio mantenere un minimo d'ordine, tento lo stesso di commentare in post differenti.

Le cose si complicano sempre di più e ormai il ritmo è davvero frenetico: la preparazione della fuga di Massimiliano Morrel e Valentina che viene mandata a monte dalla morte della signora di Saint-Meran (e a me è venuto il dubbio per la seconda volta che ci fosse di mezzo la signora Villefort) che però fa promettere al signor Villefort che il matrimonio con d'Epinay avvenga lo stesso e avvenga velocemente, l'annullamento del matrimonio grazie all'intervento decisivo di nonno Noirtier, che pur nella sua paralisi riesce a salvare la nipote e che poi viene risparmiato dalla morte per un colpo di fortuna che determina però la morte del suo servitore (la Villefort li sta accoppando tutti, la prossima sarebbe stata sicuramente Valentina - che per il momento, poveretta, è addirittura sospettata degli omicidi -, così il figlio avrebbe avuto tutta l'eredità), i destini di Andrea Cavalcanti che si intrecciano con quelli di Danglars (ovviamente a pieno svantaggio di quest'ultimo che mi sa proprio si ritroverà a far sposare sua figlia con un nullatenente e per di più delinquente) e quello di Alberto de Morcerf, figlio di Fernando e Mercedes, a quello di Haydee, la schiava greca di Montecristo, la quale scopriamo essere la figlia del Pascià di Giannina, morto per colpa del tradimento di Fernando. Infine, tanto per non farci mancare nulla, torna sulla scena Calderousse che nel tentativo di rubare in casa di Dantes, finisce per essere colpito a morte da Benedetto.

Insomma, un casino, e io in tutti questi intrecci continuo a rimanere con il fiato sospeso e una curiosità che mi divora e mi spinge ad andare avanti sempre più velocemente perchè voglio sapere cosa succede!!
"Ascoltatemi, mia adorata Valentina [...], le persone come noi, che non hanno mai avuto un pensiero di cui abbiano ad arrossire davanti al mondo, davanti ai parenti, e a Dio, possono leggere nel cuore l'uno dell'altro apertamente. Io non ho mai fatto il romantico, non sono un eroe malinconico, non rappresento nè un Manfredi, nè un Antony; ma senza parole, senza proteste, senza giuramenti, ho messo la vita in voi, voi mi venite meno, ed avete ragione di agire così, ve l'ho detto, ve lo ripeto, ma infine voi mi tradite, e la mia vita è perduta. Dal momento che vi allontanate da me, Valentina, io resto solo al mondo."