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La Dama e l'Unicorno

Titolo originale: The Lady and The Unicorn
Autore: Tracy Chevalier
Anno di pubblicazione: 2003
Editore: Neri Pozza
Pagine: 286

Iniziato il: 14 luglio 2011
Terminato il: 27 luglio 2011

Valutazione: ★★
Il messo ha voluto che andassi subito con lui. Jean Le Viste è così: pretende che tutti facciano come dice, immediatamente. E io l'ho fatto. Ho seguito il valletto, trattenendomi solo un istante a pulire i pennelli. Una commissione da parte di Jean Le Viste significa cibo sulla tavola per settimane. Solo il re può dire di no a Jean Le Viste, e io di certo non sono il re.
(incipit)

L'approccio con questo romanzo è stato tanto inaspettato quanto deludente: dopo essere stata immersa per quasi un mese nell'atmosfera calda, magica e seducente dell'Egitto di Christian Jacq, mi ero abituata al suo stile dolce e pacato, soprattutto per quanto riguarda le scene d'amore che nei romanzi di Ramses non mancano ma sono descritte in modo delicato, anche quando il rapporto è solo di piacere e non coinvolge i sentimenti: non c'è volgarità, non ci sono inutili dettagli. Qui invece è tutto l'opposto ed è stato abbastanza spiazzante; non voglio dire che mi piacciano solo i romanzi zuccherosi in cui gli amanti si chiamano "pasticcino" e "trottolina", ma credo che per ogni storia ci sia uno stile narrativo adeguato e accetto tutti i dettagli di questo mondo se sono accompagnati da una trama, da dei personaggi e soprattutto da uno stile e linguaggio adatti.

La storia inventata dalla Chevalier e che fa da cornice agli arazzi della Dama e l'Unicorno (realmente esistenti e dei quali si sa molto poco) sarebbe stata molto appassionante se non fosse stato per lo stile piatto, banale e privo di emozioni che invece pervade tutto il romanzo. Non mi è rimasto proprio nulla di quanto ho letto e non ho nemmeno avuto voglia di trascrivere qualche frase particolare. Inoltre mi hanno davvero infastidita tutte le parti erotiche, narrate con un linguaggio non solo scialbo (non so se per colpa solo dell'autrice o anche del traduttore) tanto da farlo assomigliare più a un harmony che ad un romanzo storico, ma anche troppo moderno per essere verosimile. Le parti a mio parere peggiori sono quelle in cui la voce narrante appartiene a Nicolas (talmente poco credibile da essere quasi ridicolo, oltre che insopportabile) o a uno dei membri della famiglia Le Viste, mentre va un po' meglio quando a raccontare sono i tessitori di Bruxelles, sia perchè questi personaggi sono più approfonditi rispetto agli altri, di cui praticamente si conoscono solo le caratteristiche fisiche nei momenti erotici, sia perchè ho trovato molto interessanti le descrizioni della creazione degli arazzi, che illustrano bene la vita che si conduceva nei laboratori di tessitura nel medioevo. Infine, la conclusione del romanzo è perfettamente in linea con la sua banalità complessiva: non ha alcun senso e sembra buttato lì giusto perchè era ora di terminare il libro.

Nonostante questa cocente delusione, non voglio chiudere le porte in faccia all'autrice, soprattutto perchè il suo ultimo romanzo, Strane creature, mi è piaciuto molto: speriamo che col tempo abbia deciso di lasciare i romanzi semi-erotici a qualcuno che li sappia scrivere meglio di lei e che si sia decisa ad approfondire meglio i suoi personaggi.

Le mie letture: Strane Creature, di Tracy Chevalier

Strane creatureStrane creature di Tracy Chevalier
My rating: 4 of 5 stars

Il mio primo incontro con Tracy Chevalier è stato davvero una piacevole scoperta: "Strane Creature" racconta la vera storia di Mary Anning, la donna che scoprì i resti del primo ittiosauro dando così un'enorme contributo allo sviluppo delle teorie evoluzionistiche, e di Elizabeth Philpot, studiosa di pesci fossili. Tramite la sua penna la Chevalier riporta alla luce la storia di queste due figure femminili sicuramente atipiche per l'epoca: due donne sole, non particolarmente interessate al matrimonio o agli altri interessi più tipicamente femminili e che invece preferiscono trascorrere ore sulla spiaggia alla ricerca di fossili oppure chiuse nel loro studio a catalogare le loro scoperte.

Mary Anning
Mary ed Elizabeth sono due personaggi affascinanti, che l'autrice ci permette di conoscere alternando le loro voci capitolo dopo capitolo e fornendoci così una visione a tutto tondo sulla storia e sui loro pensieri ed emozioni. Dal punto di vista narrativo, mi ha piacevolmente colpito il modo in cui le voci delle due donne siano estremamente caratteristiche e diverse l'una dall'altra, tanto da rendere chiarissimo quando sia l'una e quando l'altra a prendere la parola nella narrazione. L'ambientazione, poi, è molto curata e questo è forse in assoluto l'aspetto che ho più amato del romanzo, oltre naturalmente allo spazio che viene lasciato all'approfondimento delle scoperte scientifiche dell'epoca, alla descrizione dei fossili, degli strumenti e delle tecniche di lavoro della comunità scientifica dell'epoca.

Elizabeth Philpot
Elizabeth Philpot
La lettura non è stata per me del tutto esente da difetti: in alcuni momenti ho avuto la sensazione che i personaggi fossero un po' forzati in certi atteggiamenti, forzature che si manifestano principalmente in un'acutezza un po' anomala, che porta Elizabeth ad intuire in maniera sorprendentemente rapida la portata delle scoperte proprie e di Mary, senza nemmeno dover spendere tempo in ricerche e approfondimenti. Considerando che la scoperta dell'ittiosauro ha contribuito a rivoluzionare la concezione del mondo dell'epoca, facendo nascere l'idea che potesse essere esistito un periodo storico pre-umano, in cui a popolare la terra fossero creature ormai estinte e mettendo quindi in discussione la visione creazionista che era ritenuta da secoli l'unica vera e possibile (ponendo quindi anche le basi per le successive teorie evoluzionistiche), questa immediata intuizione di Elizabeth mi sembra difficilmente credibile e un po' sbrigativa.

Nel complesso comunque il romanzo mi è piaciuto molto e nonostante non si possa certo dire che si tratti di un libro d'azione, l'ho trovato molto coinvolgente. Anzi, credo proprio che la linearità della trama e la sostanziale mancanza di colpi di scena abbiano contribuito a rendere il romanzo più realistico oltre ad evitare alcuni clichè che erano davvero lì dietro l'angolo.

Iniziato il: 18 febbraio 2010
Terminato il: 23 febbraio 2010