(High Fidelity)di Nick Hornby
Formato: Paperback, 253 pagine
Editore: Guanda, 1996
Genere: Narrativa varia
Data prima pubblicazione: 1995
Lettura n.: 38/2015
Preso da: Biblioteca


Voto: 5/10
Lettura n.: 38/2015
Preso da: Biblioteca
Voto: 5/10
Ecco, per stilare una classifica, le cinque più memorabili fregature di tutti i tempi, in ordine cronologico:
1) Alison Ashworth
2) Penny Hardwick
3) Jackie Allen
4) Charlie Nicholson
5) Sarah Kendrew
Ecco quelle che mi hanno ferito davvero. Ci vedi forse il tuo nome lì in mezzo, Laura? Ammetto che rientreresti tra le prime dieci, ma no c'è spazio per te tra le prime cinque; sono posti destinati a quel genere di umiliazioni e di strazi che tu semplicemente non sei in grado di appioppare. Questo forse suona più cattivo di quanto vorrei, ma il fatto è che noi siamo troppo cresciuti per rovinarci la vita a vicenda, e questo è un bene, non un male, per cui se non sei in classifica, non prenderla sul piano personale. Quei tempi sono passati, e che liberazione, cazzo; l'infelicità significava davvero qualcosa, allora. Adesso è solo una seccatura, un pò come avere il raffreddore o essere al verde. Se volevi veramente incasinarmi, dovevi arrivare prima.
incipit
Commento
La prossima volta sparatemi. Davvero, la prossima volta che mi lascio sfuggire l'intenzione di leggere un libro di Hornby qualcuno venga qui e mi leghi tipo Ulisse con le sirene finché non è passato il pericolo. Ogni volta è la stessa storia: parto con la speranza che questa volta sia diverso e invece ci sono sempre i soliti cliché: protagonista maschile menefreghista che non vuole prendersi responsabilità, co-protagonista femminile depressa ma che raccoglie le simpatie del lettore, citazioni musicali a manetta (forse l'unica nota positiva)... che noia, ne leggi uno e li hai letti tutti! Nel caso di questo libro poi, questi cliché sono alla massima potenza e per di più non c'è nemmeno la co-protagonista femminile che permette di salvare un minimo la storia. Qui c'è solo un protagonista insipido, irrealistico (io di ragazzi/uomini così rimbecilliti non ne ho mai conosciuti), paranoico, finto, senza un minimo di carattere... come si fa ad amare un personaggio così? Non può essere nemmeno definito un perdente ma uno a cui la vita scivola addosso, uno che non lascia traccia. Ed è tremendamente irritante, lo definirei una Becky Blomwood al maschile: la quintessenza di tutti gli stereotipi maschili.
Ciò che ho apprezzato (ma non contribuisce minimamente ad aumentare il mio gradimento del libro) è l'atmosfera anni '90 e l'ambiente musicale in cui Hornby immerge tutti i suoi romanzi: tante citazioni, tante canzoni che non conoscevo e che ho scoperto ma sono comunque arrivata alla fine del romanzo rendendomi conto che non ha lasciato assolutamente nulla...
Lettura: 26 luglio - 03 agosto 2015
Ambientazione: Londra/Inghilterra




