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Una valigia alla Victoria Station

Autore: Vivien Alcock
Data di pubblicazione: 1991
Editore: Mondadori, 1993
Formato: Paperback, 178 pag.

Inizio lettura: 10 settembre 2013
Fine lettura: 11 settembre 2013
Lettura n.: 38/2013
Il mio voto: ★★☆☆☆
Arrivarono che era l'alba. Scampanellarono, bussarono forte alla porta, gridarono. La camera di Elinor stava sul retro della casa e il rumore interruppe i suoi sogni e confusamente le fece cercare la coperta, che si tirò con uno strappo fin sopra la testa, per non sentire. A differenza di sua sorella Judy, Elinor faceva sempre una fatica terribile a svegliarsi e le ci voleva un sacco di tempo prima di essere perfettamente lucida.
(incipit)
Il libro racconta la storia di tre fratelli la cui vita viene sconvolta dall'arresto del padre, arrestato per frode. Da quel momento i tre ragazzi devono affrontare una difficile separazione: a causa dell'incapacità della matrigna di prendersi cura di loro perchè troppo giovane e inesperta, i ragazzi vengono divisi tra i vari parenti, persone mai conosciute prima, e sono costretti ad allontanarsi l'uno dall'altra. A questo fa da contorno la vicenda di una misteriosa valigia affidata ad Elinor, la sorella più grande, dal padre poco prima che venisse portato in prigione.

Non ho trovato questo libro particolarmente entusiasmante: tutta la questione della valigia non ha molto senso, viene inserita nel racconto per creare un mistero quando in realtà si scopre che attorno a quella valigia di misteri proprio non ce ne sono, un po' come non ce ne sono attorno alla figura del padre, le cui azioni sono circondate da una certa ambiguità come se dovessero invece portare a chissà cosa. Quello che mi è piaciuto è il fatto che il racconto lascia trasparire la fallibilità dei genitori, che essendo esseri umani possono fare errori che vanno poi a riversarsi anche sui loro figli: in questo caso, poi, ci si mette anche la matrigna, una ragazzina di vent'anni che sfoga le sue ansie sui ragazzi invece di essere lei la spalla che a loro serve in un momento del genere.

Un mostro in giardino

Autore: Vivien Alcock
Data di pubblicazione: 1988
Editore: Mondadori, 1992
Formato: Paperback, 141 pag.

Inizio lettura: 07 agosto 2013
Fine lettura: 08 settembre 2013
Lettura n.: 34/2013
Il mio voto: ★★★☆☆
Non avrei dovuto farlo. Non era mia intenzione, ma naturalmente questa non è una scusante. Avrei dovuto immaginarlo, con un nome come il mio. Frances Stein. Frankie per gli amici.
Mi stavo quasi dimenticando di aver letto anche questo libriccino quest'estate. Frances Stein, chiamata Frankenstein dai compagni di scuola, è l'unica femmina di una famiglia composta interamente da maschi. Il padre, un brillante scienziato sempre assorbito dal suo lavoro, non ha il tempo né le capacità di dedicarsi a questa ragazzina che non sa come prendere e così Frankie vive la sua vita sostanzialmene ignorata da padre e fratelli. Un giorno, inspiegabilmente, da uno scarto di laboratorio del padre nasce una creatura sconosciuta, un mostriciattolo gelatinoso e verde. Passata la paura, Frankie decide di prendersi cura del mostro da lei creato, ma le difficoltà aumentano vertiginosamente con il passare del tempo: Monnie, infatti, cresce sempre di più e tenerlo nascosto diventa davvero un problema.

In questi anni la Mondadori Junior ha pubblicato racconti per ragazzi che sono uno più bello dell'altro: "Un mostro in giardino" non fa eccezione, perché la storia è davvero simpatica e coinvolgente, senza contare che mi sono innamorata perdutamente del tenerissimo mostriciattolo protagonista... dolcissimo! Sono sicura che qualsiasi bambino amante degli animali leggendo il racconto non possa fare a meno di immedesimarsi nella protagonista, Frankie, e di rimanere coinvolto nei suoi disperati tentativi di proteggere il "suo" mostro; specialmente la sequenza finale fa tantissima tenerezza. Il bello, in più, è che questa storia mi sembra decisamente "unisex", ovvero può piacere moltissimo a lettori e lettrici senza distinzioni (quindi, ottimo libro che una maestra può far circolare in classe o leggere ad alta voce, catturando l'interesse di tutti).